OMAGGIO A BRUNO MADERNA
Musicista europeo
4 ottobre 2015 - 18 gennaio 2016
 
Martedì 1 dicembre 2015 - ore 17:30 
Museo del Novecento - Sala Conferenze
ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruno Maderna: gli anni ’40 e l’opera per flauto

 

 

Interverranno Gabriele Bonomo (Edizioni Suvini Zerboni), Carlo Miotto (percussionista e direttore d’orchestra), Fabio Zannoni (flautista e critico musicale)

 

Con la partecipazione straordinaria del flautista Roberto Fabbriciani

che eseguirà Cadenza da “Dimensioni III” (1963) di Bruno Maderna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

           

                         

 

Le vicende del ritrovamento del Concerto per pianoforte e orchestra del 1942, da parte del direttore d’orchestra Carlo Miotto, erano state all’origine dell’Incontro di Studi Maderna e l’Italia musicale degli anni ’40, che si svolse a Verona nell’ottobre 2009, in occasione della prima esecuzione di questo concerto per il Festival VeronaContemporanea, promosso dalla Fondazione Arena di Verona, con l’importante contributo di Mario Baroni e Rossana Dalmonte. Ripercorrere i contenuti degli atti di questo incontro, curati da Fabio Zannoni e Gabriele Bonomo (Edizioni Suvini Zerboni), significa anche ripercorrere le esperienze di questo Festival, nato intorno alla figura dello stesso Maderna.

Il testo, che si compone di una serie di saggi (Laura Och, Raffaele Pozzi, Leo Izzo, Veniero Rizzardi, Mario Baroni, Rossana Dalmonte, Angela Ida De Benedictis) dotati di una forte tensione ermeneutica, attraverso il racconto della ricostruzione di vicende biografiche e di rigorosi percorsi analitici, tenta di ripercorrere la genesi di uno stile. Un racconto che parla di amicizie, idiosincrasie, passioni, influenze e condizionamenti, che apre squarci di vita, presentando testimonianze, documenti e frammenti di partiture, posti sotto la lente d'ingrandimento dell'analisi.

La scoperta che, da parte di Bruno Maderna, si profilasse una visione estremamente aperta nei confronti delle diverse realtà musicali, della tradizione, della musica jazz, della musica d’uso, della musica per il cinema, così come nei confronti delle diverse esperienze compositive dell’epoca, che lo portarono a confrontarsi con la dodecafonia e l’elettronica, ha fatto sì che si potesse sviluppare una programmazione di un festival di musica contemporanea aperto ad un ventaglio il più possibile ampio delle esperienze musicali del Novecento e del presente. La programmazione di VeronaContemporanea, dal 2009 al 2012, ha così trovato in Maderna una sorta di ‘sponda’ per indagare le intersezioni di cui si costella il panorama musicale di oggi, senza pregiudizi o demarcazioni settarie, per considerare i vari aspetti attraverso i quali si è venuta formando l’esperienza musicale contemporanea, oltre che attraverso le ricerche delle avanguardie, anche attraverso  le varie coniugazioni del jazz, del rock, dell’elettronica, dello sviluppo della pratica improvvisativa, così come del pop e di alcune delle tradizioni etniche che si sono imposte sulla scena musicale internazionale.

Il ripercorrere queste esperienze, insieme di indagine e di divulgazione, che ha aperto il mondo della ‘contemporanea’ ad un pubblico diverso, verrà illustrato anche attraverso la presentazione di registrazioni e di video tra i più significativi della programmazione maderniana presentata a Verona: Il Concerto per pianoforte e orchestra, Quadrivium, Don Perlimplin, gli Studi per il Processo di Kafka, il Concerto per flauto e orchestra finanche per la prima volta brani jazzistici provenienti da manoscritti dell’Archivio Maderna di Bologna.

L’esecuzione da parte di Roberto Fabbriciani, del Concerto per flauto e orchestra, nell’edizione 2012, aveva aperto un percorso di riflessione sulla scrittura per questo strumento, illustrata dallo stesso flautista in un illuminante excursus monografico.

La ripresa di tali tematiche qui a Milano quindi si ricollega idealmente alla chiusura dell’esperienza di VeronaContemporanea, con lo stesso Fabbriciani ad illustrare la specificità della scrittura maderniana per flauto e, al fine, ad eseguire dal vivo la Cadenza da “Dimensioni III” di Bruno Maderna.

 

Gabriele Bonomo

Musicologo, è il responsabile della Promozione delle Edizioni Suvini Zerboni – SugarMuisic S.p.A., Milano.

 

Roberto Fabbriciani

Interprete originale ed artista versatile Roberto Fabbriciani ha innovato la tecnica flautistica moltiplicando con la ricerca personale le possibilità sonore dello strumento.

E’ internazionalmente riconosciuto tra i migliori interpreti.

Ha collaborato con alcuni tra i maggiori compositori del nostro tempo: Luciano Berio, Pierre Boulez, Sylvano Bussotti, John Cage, Elliot Carter, Aldo Clementi, Luigi Dallapiccola, Luis De Pablo, Franco Donatoni, Brian Ferneyhough, Jean Françaix, Klaus Huber, Ernest Krenek, György Kurtág, György  Ligeti, Luca Lombardi, Bruno Maderna, Olivier Messiaen, Ennio Morricone, Andrea Morricone, Luigi Nono, Goffredo Petrassi, Henri Pousseur, Wolfgang Rihm, Nino Rota, Salvatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen, Toru Takemitsu, Isang Yun, molti dei quali gli hanno dedicato numerose ed importanti opere da lui eseguite in prima assoluta.

Innumerevoli le registrazioni per emittenti radiotelevisive ed incisioni discografiche molte delle quali premiate dalla critica.

 

Carlo Miotto

Carlo Miotto è percussionista per l’orchestra della Fondazione Arena di Verona. Ha seguito un percorso formativo articolato, studiando anche pianoforte, composizione e direzione d’orchestra.

Collabora con diversi gruppi da camera, tra cui l’ “Ex Novo Ensemble” di Venezia. Insieme ad Aldo Orvieto ha rinvenuto un copia del manoscritto del giovanile “Concerto per Piano” (1942) di Bruno Maderna, di cui ha diretto la prima esecuzione in tempi moderni e la relativa incisione discografica per Naxos.

Si occupa di dialogo interculturale e di formazione musicale attraverso le orchestre giovanili.

Ha fondato e diretto il festival “Variazioni di Pressione”, in cui negli anni 2001-08 sono stati presentati per la prima volta a Verona alcuni capolavori del novecento, di autori quali Schoenberg Varèse, Boulez, Grisey, oltre a prime esecuzioni di opere appositamente commissionate.

 

Fabio Zannoni

Si è laureato in Filosofia, all’Università di Bologna, orientando i propri studi verso l’estetica musicale, e si è diplomato in flauto al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

Dopo il diploma di strumento inizia un’attività concertistica, di carattere cameristico, privilegiando il repertorio del ‘900 storico e contemporaneo. In seguito, dopo un periodo di ricerche post laurea, pubblica alcuni saggi di carattere musicologico, su autori quali Claude Debussy, Olivier Messiaen e Igor Stravinskij, per le Edizioni Eri, di Roma, e per la Suvini Zerboni, di Milano.

Come autore di testi e di approfondimenti ha collaborato con Istituzioni musicali e teatrali quali Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona, l’Accademia Filarmonica di Verona e il Regensburg Festival in Germania, quindi con diverse case discografiche italiane e straniere (Frequenz, Europa, Sipario, Stradivarius, la tedesca, Arts Music e l’inglese Hyperion).

Collabora come critico musicale e per pagine della cultura, prima con il quotidiano, “La Cronaca” di Verona, poi con L’Arena; con la rivista “Il Giornale della Musica”, il periodico “Cadenze” dell’Accademia Filarmonica di Verona e la rivista “Amadeus”. In questa veste è stato testimone attivo della vita musicale e teatrale della sua città d'origine e, attualmente di Madrid (città in cui ora risiede), seguendo anche le questioni legate alla gestione della vita artistica e culturale.

Dal 2009 al 2012 è stato direttore artistico del Festival VeronaContemporanea/ Intersezioni, della Fondazione Arena di Verona. Nell’edizione 2009, si è attivato per promuovere la prima esecuzione in tempi moderni, del Concerto per pianoforte di Maderna, in quell'occasione ha organizzato e presieduto l’Incontro di studi, “Maderna e l’Italia musicale degli anni ’40”; quindi, nel 2012, assieme a Gabriele Bonomo, ne cura gli atti, che vengono pubblicati dalla casa editrice Suvini Zerboni di Milano. Presenta quindi, per l’etichetta inglese Naxos, il cd “Maderna piano music/Quadrivium”, con la registrazione live del concerto veronese. Nelle edizioni successive favorirà numerose esecuzioni maderniane nell'ambito della programmazione del Festival. Nel 2009, ha ideato l’impianto scenico e curato la regia del Don Perlimplín, di Garcia Lorca con musiche di Bruno Maderna, andato in scena al Teatro Camploy di Verona, con l’importante contributo delle coreografie di Susanna Beltrami, in un proficuo lavoro d’equipe, che aveva lo scopo di pervenire ad un’ideale sintesi espressiva di musica, parola e danza. Nel 2012 proseguendo questa collaborazione, assieme alla Beltrami cura la regia della prima edizione italiana de Il suono giallo, azione coreografica e teatrale, su drammaturgia di Vasilij Kandinskij con musiche di Alfred Schnittke,

andato in scena al Teatro Ristori di Verona.

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