OMAGGIO AD ANGELO PACCAGNINI

21 e 29 novembre, 4 dicembre 2018 e 15 gennaio 2019

Martedì 15 gennaio 2019 - ore 17:00

Museo del Novecento - Sala Conferenze

Piazza Duomo 8, Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Renzo Cresti introduce la serata in onore del maestro proponendo alcune testimonianze dei suoi allievi

e collaboratori con ascolti e proiezioni.

Interverranno per i saluti istituzionali Filippo Del Corno (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), Giuseppe Pignatiello (Sindaco di Castano Primo), Luca Fusetti (Assessore alla Cultura di Castano Primo), Goffredo Haus (Laboratorio LIM, prorettore dell'Università degli Studi di Milano) e i compositori Gaetano Liguori, Ruggero Tajè, Riccardo Sinigaglia, Luciano Tessari.

 

 

 

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Angelo Paccagnini, Castano Primo (Milano) 17 ottobre 1930 - 2 luglio 1999

Compiuti gli studi al Conservatorio di Milano, e dopo una radicale adesione al post-weber­nismo, negli anni Cinquanta la ricerca musicale di Paccagnini si dirige verso le dimensioni dell’ascolto e del suono, l’impiego della voce, i temi sociali. Alla fine degli anni Cinquanta inizia a frequentare lo Studio di fonologia della Rai di Milano.

Il suo primo brano elettronico si intitola Sequenze e strutture (1961). È di questo periodo la sua esperienza di attore nel film di Augusto Tretti, La legge della tromba (1960), del quale realizza anche la colonna sonora presso lo Studio, a cui contribuiscono anche Marino Zuccheri ed Eugenia Tretti.

Nel 1966 entra nel Comitato di direzione dello Studio (che dal 1963, dimessosi Dall’Oglio, aveva sostituito la figura del direttore unico), con Emilio Castellani e Luigi Rognoni; dal 1968 al 1970 ne è unico direttore. Nel 1968 avvia una fase creativa che Riccardo Bianchini definisce «teatro su nastro», con opere come Bivio (1968), per voci registrate e suoni elettronici conce­piti «a differenti livelli di lettura», e Un uomo da salvare (1969), su libretto proprio, in cui prende posizione contro la guerra. Nel 1963 la Rai gli commissiona Actuelles, opera per soprano, coro, coro recitante e orchestra (premio Tribune internationale des compositeurs, Unesco 1966) e nel 1964 vince il Premio Italia con l’opera Il dio di oro, radiodramma per soli, coro e orchestra. Nel 1971 cura con Massimo Mila un ciclo di 14 trasmissioni radiofoniche dal titolo Musica d’oggi tra suono e rumore per la Rai. Si dedica anche alla composizione di musiche per la televisione: sua la colonna sonora realizzata con Roberto Goitre dello sceneggiato televisivo I Buddenbrook (1971), nella quale, scrive Mila (ibid., p. 181), «ritornano trionfalmente, insieme ai mezzi elettroni­ci, i vecchi strumenti tradizionali: pianoforte, organo, cembalo, voce umana».

Nel 1969, un anno prima della fine del mandato di direttore nello Studio di fonologia, Pacca­gnini fonda la cattedra di musica elettronica al Conservatorio di Milano (attiva dal 15 dicem­bre 1969), una delle prime in Italia, dopo Firenze e Torino. Egli promuove una convenzione con lo Studio per l’accesso alle attrezzature da parte degli studenti. Risalgono a questi anni le sue prime opere che, accanto a suoni elettronici o registrati e agli strumenti musicali, ricorro­no a media come gli schermi televisivi o la grafica (La cena, 1971; C’era una volta un re, 1974; Olivo verde vivo, 1977).

Laura Zattra (testo tratto e adattato dalla voce “Angelo Paccagnini”,

Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani).

 

Renzo Cresti

È docente di Storia della musica presso il Conservatorio di Lucca (dove è stato anche direttore e dove tiene un corso di Storia del jazz). Come musicologo ha scritto e curato oltre 40 libri, fra i quali si ricordano l’ipertesto didattico La vita della musica (VI ed. Panzano in Chianti 2008), l’Enciclopedia italiana dei compositori contemporanei (3 voll., 10 cd, Napoli 2000), L’arte innocente, con cd rom (Milano 2004), Firenze e la musica italiana del secondo Novecento (Premio Firenze 2005), Puccini e il Postmoderno con English Version e in traduzione giapponese, inoltre, una lunga serie di monografie sui grandi compositori italiani (molti autori gli hanno dedicato loro composizioni e il suo archivio sulla musica contemporanea è fra i più importanti in Italia). È stato direttore della rivista «Il Pasquino Musicale» e della Collana I linguaggi della musica contemporanea (Milano 1990-2000, per la quale sono stati pubblicati 14 volumi); dal 2009 al 2012 ha diretto il Progetto musica per l’editore Del Bucchia (sono usciti 7 volumi). La sua monografia wagneriana, Richard Wagner, la poetica del puro umano, LIM, Lucca 2012 (seconda edizione 2016), è uscita contemporaneamente pure in edizione inglese. Collabora con molte riviste anche straniere (tiene una rubrica fissa sulla rivista «FaLaUt»); alcuni suoi testi sono stati tradotti in inglese, tedesco, francese, portoghese, spagnolo e giapponese.

È stato consulente del teatro del Giglio di Lucca, ideando, fra l’altro, il festival “Anfiteatro jazz” (1994 e ancora in corso). Ha lavorato per molte importanti istituzioni, per diverse Università e con molti Conservatori, per la Biennale di Venezia, per il Maggio Musicale Fiorentino, per la Chigiana di Siena, per la RAI, per la Radio Svizzera Italiana etc. Fa parte di giurie di numerosi concorsi di composizione e di esecuzione (per molti anni è stato presidente del concorso “Barga Jazz” al quale ha dedicato un libro). Attivo conferenziere, è direttore artistico o consulente musicale di associazioni, rassegne e orchestre (fra l’altro è stato direttore artistico del progetto della Comunità Europea “Sonata di Mare”). Ha al suo attivo anche racconti letterari e saggi di critica d’arte (il romanzo La terra che canta è stato finalista al Premio Pisa 1998). Il suo ultimo libro s’intitola Ragione e sentimenti nelle musiche europee dall’inizio del Novecento a oggi, LIM, Lucca 2016.

Il suo sito web è www.renzocresti.com

 

Goffredo Haus 

Nato nel '53, laureato in Fisica all'Università degli Studi di Milano, attualmente è prorettore all'Innovazione Digitale nello stesso ateneo. Professore ordinario dall’aprile 2001, Goffredo Haus ha svolto attività di ricerca nel campo dell’Informatica Applicata con particolare riferimento alle applicazioni musicali, audio e multimediali. Il suo approccio si è principalmente basato sulla identificazione, definizione e sperimentazione di strumenti formali per lo sviluppo di modelli gerarchici di processi musicali e multimediali e sulla progettazione e realizzazione di progetti per la conservazione e la fruizione dei beni culturali musicali (teatri, archivi di stato, enti pubblici e privati, aziende). Le suddette ricerche, svolte nell'ambito di numerosi progetti di ricerca internazionali e nazionali, hanno portato a più di 200 pubblicazioni, tra cui decine su rivista internazionale, 4 libri, un brevetto e 6 supporti ottici multimediali. Ha realizzato il progetto di salvataggio dell’archivio fonico e di realizzazione della intranet degli archivi multimediali del Teatro alla Scala e dell’archivio fonico del Teatro Bolshoi di Mosca; ha curato il coordinamento scientifico-tecnologico delle campagne di digitalizzazione di archivi musicali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (tra cui l’Archivio Storico Ricordi, la Discoteca di Stato e il portale web di Internet Culturale); è stato il direttore del Dipartimento di Informatica (2012-2017) e del Dipartimento di Informatica e Comunicazione (2004-2010) dell’Università degli Studi di Milano. Ha coordinato e diretto numerosi progetti di interesse industriale in collaborazione con Accenture, Alenia, Almaviva, Apple Computer, Bontempi/Farfisa, Casa Ricordi, EMI, GN Resound, Hewlett-Packard, Microsoft, NASA Charles Ames Research Center, Oracle, RAI, RTI_Mediaset, Società Consortile Fonografici, ST Microelectronics, TDK.

Gaetano Liguori

Diplomato in Pianoforte e in Composizione Elettronica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano si è presto affermato come leader del gruppo Idea Trio, con cui ha tenuto più di tremila concerti, raggiungendo, con la sua musica ed i suoi dischi e cd (più di 30), le più svariate realtà, suonando in piazze, festival, fabbriche, scuole, teatri

e centri sociali.

Nel 1978 ha ottenuto il Premio della Critica Discografica per il suo disco, in duo con suo padre il batterista Lino Liguori. Ha tenuto tournée in vari Paesi europei ed è stato il primo musicista jazz italiano a suonare in India, Thailandia, Singapore, Malesia e Cuba.

Ha preso parte a numerosi viaggi di solidarietà in Eritrea, Senegal, Sahara, Amazzonia, Nicaragua, Gerusalemme e Sarajevo, dove ha suonato per “Time for Peace”, Beirut, per la commemorazione dell’anniversario di Sabra e Chatila, e inoltre a Bagdad, Damasco, Aleppo, Istanbul, Varsavia, Praga, Madrid, Cracovia, Parigi, Lussemburgo, Tunisi.

È molto attivo nella composizione musicale di colonne sonore, per teatro, cinema, radio e balletto ed ha collaborato, fra gli altri, con il compianto Premio Nobel Dario Fo.

È stato docente di pianoforte e storia del jazz al Conservatorio Giuseppe Verdi e l’Università Luigi Bocconi di Milano e all’Università UNITRE di Milano. Ha inoltre fondato l'etichetta indipendente Bull Records.

Tra i suoi ultimi progetti, un concerto multimediale intitolato Ronin ispirato al cinema di Akira Kurosawa e un Oratorio Dalla gola profetica su testi di Sergio Quinzio. Nel Duomo di Milano ha suonato e composto le musiche della Salmodia della speranza di Padre David Maria Turoldo. Nel 2011 ha vinto con Daniele Biacchessi il Premio Unesco per lo spettacolo “Acquae Mundi”.

Nel 2013 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro massima benemerenza civica del Comune di Milano.

Nel 2014 ha ricevuto il premio “Cultura contro la Mafia” ed inoltre è uscita la sua autobiografia Confesso che ho suonato, Skira Editore, nel 2016 è uscito il suo nuovo cd Un pianoforte per i Giusti ed è stato nominato “Ambasciatore di GARIWO", il Giardino dei Giusti.

L'ultimo libro Non sparate sul pianista - Viaggio nel cinema Western, Skira Editore, è stato presentato a Book City nel 2016 insieme alle musiche dal vivo per il film di Sergej Ejzenstejn Que viva Mexico.

 

Riccardo Sinigaglia

Nei miei brani cerco l'integrazione tra gli elementi che sono alla base della mia formazione e che ho vissuto spesso con difficoltà in quanto contraddittori, come culture estranee tra loro.

Così si potranno ascoltare parti completamente scritte ed altre con elementi improvvisativi, e un mescolarsi continuo di linguaggi, quello della musica elettronica e d'avanguardia, il minimalismo, il jazz, la musica araba ed ebraica, le poliritmie dell'estremo oriente e il richiamo della musica classico sinfonica che è stata il mio primo amore. I brani sono concepiti per solisti ed orchestra computerizzata e i solisti hanno tutti esperienze molto varie dal futurismo di Rossana Maggia, al jazz e folk ebraico di Arcari e Dehò. Non sono strumentisti ma stretti collaboratori, in molti punti interpretano liberamente la base musicale che gli propongo, come avviene nel jazz.

Dal 2007 ho formato l'Ensemble Elettroacustico, un gruppo di musica improvvisativa con gli allievi del corso di improvvisazione con elettronica che tengo al Conservatorio Verdi di Milano.

Collaboro spesso col musicista israeliano Yuval Avital e col tunisino Ahmed Ben Dhiab. Ultimamente suona spesso con Sergio Armaroli, Jooklo duo e Trio Cavalazzi.

 

Ruggero Tajè

Musicista e compositore, docente di musica elettronica al Conservatorio G. Verdi di Milano.

Grazie ad Angelo Paccagnini, da studente, frequenta lo Studio di fonologia della Rai.

L'attività artistica di Tajè, da sempre interessato alla multimedialità e alle tematiche sincretico-culturali,

iniziata nel 1976, comprende concerti, conferenze, libri, discografia, attività multimediali, musica per video, teatro

e danza, in Italia e all'estero. Sviluppa la sua ricerca etnomusicologica attraverso viaggi in Oriente e Medio Oriente, in particolare sulla musica del rituale buddista tibetano. Dal 1991 collabora con Ahmed Ben Dhiab con cui ha dato concerti e sviluppato collaborazioni in Europa, Africa e America.

 

Luciano Tessari

Si è diplomato in clarinetto nel 1976 sotto la guida del maestro Giuseppe Garbarino. Nel 1977 ha conseguito il Diploma di Merito all’Accademia Musicale Chigiana. Con il maestro Angelo Paccagnini ha ottenuto la licenza in Composizione Musicale elettronica presso il Conservatorio di Milano. Dal 1977 si perfeziona con il maestro Paolo Budini e nel 1981 vince il concorso per titoli ed esami per la docenza in Conservatorio. È in ruolo dal 1981 con la cattedra di clarinetto e docente del Conservatorio di Milano dal 1986 al 2014. Con il clarinetto affronta il repertorio e le ricerche strumentali della musica contemporanea, tanto che importanti compositori italiani gli dedicano varie composizioni da lui stesso suonate in prima esecuzione assoluta (B. Bettinelli, R. Dionisi, R. Malipiero, B. Zanolini, A. Bellisario, Lorenzini, S. Bo, Abate e molti altri).

 

foto da 1 a 5 ©Franco Gualdoni

foto da 6 a 32 ©Laura Pronestì

Con il contributo della

Città di Castano Primo

© NoMus 2019

foto unite relatori