AMICI E NEMICI

Jannis Kounellis, Il violino con le corde di filo spinato, 2017 particolare

Jannis Kounellis, Il violino con le corde di filo spinato, 2017 particolare

Martedì 19 febbraio 2019 - ore 17:00

Museo del Novecento - Sala Manica Lunga

Piazza Duomo 8, Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Primo dei quattro incontri Amici e nemici, un progetto a cura di Stefania Mormone e Simonetta Heger.

 

Gli studenti del Conservatorio G. Verdi di Milano eseguiranno musiche di Vittorio Rieti, Renzo Massarani, Luigi Dallapiccola, Goffedro Petrassi.

 

Amici e nemici

Quattro concerti che dipingono l’ambiente musicale e culturale dell’Italia tra le due guerre, fervido e interconnesso nonostante i dettami del regime, dove tutti o quasi tutti si conoscevano. Le leggi razziste del 1938 furono lo spartiacque: da una parte, come scrisse Mario Labroca, (L’usignolo di Boboli, 1959) i buoni [...] destinati al paradiso dell’esecuzione, i secondi a sinistra, condannati all’inferno dell’inevitabile oblio. Fu una campagna torbida, condotta da musicisti che, forse senza accorgersene, assumevano una responsabilità paurosa.

Troviamo dunque gli amici, che aiutano e sostengono i colleghi ebrei rimasti senza lavoro e perseguitati, e i nemici che, per adesione sentita o vigliacca obbedienza al regime, tolgono il sostegno a coloro che fino al giorno prima avevano osannato.

Questi i protagonisti: Alfredo Casella, Mario Castelnuovo Tedesco, Giulio Confalonieri, Aldo Finzi, Alberto Gentili, Fernando Liuzzi, Renzo Massarani, Goffredo Petrassi, Riccardo Pick Mangiagalli, Ildebrando Pizzetti, Vittorio Rieti, Nino Rota, Kurt Sonnenfeld. Quali tra essi furono i perseguitati, quali gli amici e quali i nemici, lo scopriremo strada facendo.

Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con lo Spazio Europeo della Memoria Musicale che è un centro di Documentazione e di Ricerca, istituito nel 2007 presso la Biblioteca del Conservatorio dall'allora Direttore M° Leonardo Taschera e dalla Bibliotecaria Dott.ssa Licia Sirch.  Finalità specifica è quella di valorizzare figure di musicisti discriminati da politiche di regime o vittime di persecuzioni razziali, attraverso concerti, ricerca musicologica e divulgazione.

 

 

Programma del concerto:

 

Renzo Massarani (1898 – 1975)

            Tre preludi per pianoforte

 

Vittorio Rieti (1898 - 1994)

Canzonetta e Valzer da Suite per pianoforte                     

Beatrice Baldissin, pianoforte

 

Luigi Dallapiccola (1904 - 1975)      

4 Liriche di Anton Machado

Hsiao Pei Ku, voce

Giuliano Guidone, pianoforte

 

Renzo Massarani (1898 - 1975)      

 Dal Lago di Mantova: Canneti 

                                    Corale 

                                     Il ponte di S. Giorgio, Acquaforte

Davide Ranaldi, pianoforte

 

Vittorio Rieti (1898 - 1994)             

Sequence per saxofono e pianoforte

Marco Russo, saxofono

Diego Petrella, pianoforte

 

Goffredo Petrassi (1904 - 2003)      

2 Liriche di Saffo: Tramontata è la luna

                             Invito all’Erano

Hsiao Pei Ku, voce

Giuliano Guidone, pianoforte

 

Letture a cura di Martino Ruggero Dondi e Viviana Nebuloni

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Renzo Massarani, mantovano, studiò dapprima sotto la guida di E. Bossi. Partecipò giovanissimo come volontario al primo conflitto mondiale. Nel 1918, finita la guerra, prese lezioni da F. Schalk a Vienna e l’anno seguente si trasferì a Roma, al liceo musicale di S. Cecilia, diplomandosi in composizione con Respighi nel 1921. Partecipò agli incontri che si tenevano in casa di Vittorio Rieti, a seguito dei quali decise di associarsi con quest’ultimo e con Mario Labroca in un gruppo chiamato «I Tre» che ebbe da subito il sostegno della critica.

Nel 1922 pubblicò i pezzi per pianoforte Dal lago di Mantova: canneti, corale, Il ponte di S. Giorgio - Acquaforte, caratterizzati da intense atmosfere nostalgiche. Nel 1923 iniziò l’attività di critico collaborando al giornale L’Impero. Nel frattempo, divenne direttore musicale e compositore del teatro di marionette di Vittorio Podrecca, con cui compì numerosi viaggi. In seguito, si stabilì definitivamente a Roma, dove si impiegò presso la SIAE.

Al 1936 risalgono i Tre preludi per pianoforte. Nel 1939, costretto a emigrare dall’Italia a causa dei provvedimenti antisemiti del regime fascista, si rifugiò in Brasile, a Rio de Janeiro, dove lavorò come orchestratore e come critico musicale, entrando a far parte dell’Academia brasileira de música.

Presa la cittadinanza brasiliana nel 1945, rifiutò la proposta di ritornare in Italia con la sua riassunzione alla SIAE.  Amareggiato e deluso, impedì l’esecuzione, la riedizione e l’accesso ai manoscritti delle sue composizioni. Tornò in Europa solo per ragioni familiari o per partecipare in qualità di critico a festival e come membro di giuria in concorsi di composizione.

                       

Quella di Vittorio Rieti è una curiosa storia di musicista all'inizio quasi autodidatta, la cui caparbia volontà di dedicarsi alla composizione ad ogni costo contrastando il volere paterno, lo humor sottile e l'abilità di scrittura permangono inalterati nel corso della sua lunga vita. Evidente in questo l'influsso di Strawinsky, che Rieti conobbe a Parigi e che fu tra i musicisti che più ebbero influenza su di lui. Non a caso fu l’unico musicista italiano a cui Diaghilev commissionò la musica per uno dei suoi Ballets Russes, Barabau; la persecuzione razziale lo costrinse ad abbandonare l'Italia e a recarsi in Francia, dove a Cannes incontrò per l’ultima volta la madre, che sarà poi catturata dai tedeschi a Sanremo e deportata ad Auschwitz. Dalla Francia riuscì ad imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti appena prima dell'arrivo dei Tedeschi, raggiungendo la moglie e il figlio partiti in precedenza; ottenne, la nazionalità statunitense e dal 1948 insegnò composizione a Baltimora, Chicago e infine a New York. Continuò a comporre fino a tardissima età, e tornò in Italia spesso, ma quasi solo in forma privata.

                                              

Goffredo Petrassi durante quasi tutta la sua lunghissima vita è stato uno dei principali compositori italiani del Novecento.  Dal Neoclassicismo all’atonalità e alla dodecafonia non c’è stilema del secolo breve che non abbia affrontato e riutilizzato nella sua personalissima vena compositiva. Dopo un primo periodo di studio e lavoro a Roma, la sua fama arrivò improvvisa nel 1934, con l’esecuzione della sua Partita al Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea di Amsterdam da parte di Alfredo Casella. Solo tre anni dopo il trentatreenne Petrassi era nominato sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, incarico che lascerà tre anni dopo per quella di perfezionamento di Composizione all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; la terrà fino al 1978, scegliendo lui stesso Franco Donatoni come proprio successore.

Luigi Dallapiccola, coetaneo di Petrassi, conobbe fin da bambino le traversie politiche e sociali dell’Europa dilaniata dalla guerra: fu infatti internato a Graz insieme con la famiglia, ritenuta sovversiva dalle autorità austroungariche, durante la Prima guerra mondiale. Per questo nel 1938 avvertì con angoscia l’arrivo della legislazione razzista anche in Italia, lui che si era appena sposato ad un’ebrea. Iniziò proprio in quel periodo a scrivere i Canti di prigionia, pubblicati nel 1941. Nonostante ciò, e nonostante l’adesione alla dodecafonia gli portasse non poche difficoltà e attacchi dagli organi di stampa del regime, nel 1940 gli fu offerta per chiara fama la cattedra di Composizione al Conservatorio di Firenze; nell’immediato dopoguerra Dallapiccola vi rinunciò, tornando al suo insegnamento iniziale di Pianoforte Complementare. Dal 1945 in poi la carriera internazionale di Dallapiccola è intensissima: concerti come pianista in duo col violinista Sandro Materassi, esecuzioni di sue opere, corsi di perfezionamento. In Italia invece, il suo lavoro viene osteggiato sia dalla destra cattolica sia dalla sinistra, tanto da fargli decidere di affidare le prime esecuzioni dei suoi lavori solo ad istituzioni concertistiche straniere. Il ripensamento della cultura italiana nei suoi confronti arriverà amaramente troppo tardi, con la Laurea Honoris causa conferita a lui e a Petrassi dal DAMS di Bologna nel 1976; sarà la moglie Laura a ritirarla, Luigi Dallapiccola è scomparso improvvisamente proprio il 19 febbraio del 1975.

Hsiao Pei Ku, voce
Si è diplomata all’Università Nazionale dell’Arte di Taipei (Taiwan). Nel 2011 ha iniziato lo studio del canto in Italia con il soprano Dan Shen. A partire dal 2012 si è imposta in numerosi concorsi internazionali e nel 2013, presso il Conservatorio di Musica “G.Verdi” di Milano, è stata selezionata dal M° Raoul Lay per una tournée europea con la European Contemporary Orchestra (Sibiu, Marseille, Bucarest e Venezia). Nel 2015, sotto la guida del soprano Daniela Uccello, si è diplomata con lode in Musica Vocale da Camera presso il Conserva- torio milanese. In seguito, nello stesso Istituto, è stata ammessa al Master di Musica Vocale da Camera in 

formazione di duo con il pianista Giuliano Guidone. Nel 2010 ha partecipato all’opera Too Many Sopranos in Taiwan, nel 2015 ad un allestimento di Romeo e Giulietta. Dal 2016 partecipa a numerosi concerti di musica contemporanea, tra cui un tributo ad Azio Corghi nel maggio 2017.

Marco Russo, saxofono
Nato a Gallarate il 12 febbraio 1995, inizia a studiare saxofono all’età di dieci anni sotto la guida di Alessia Berra presso la scuola di musica del Corpo Musicale “La Casoratese”. Prosegue gli studi presso il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano, ottenendo nel 2018 la laurea di I livello in saxofono con 110 e lode sotto la guida di Daniele Comoglio, e frequentando masterclass di Jean-Marie Londeix, Claude Delangle e Antonio Felipe Belijar. È vincitore del secondo premio alla IV edizione del Premio del Conservatorio di Milano. Da insegnante tiene corsi di educazione musicale di base presso scuole primarie e associazioni musicali; attualmente frequenta i corsi di Metodologia e pratica dell’Orff-Schulwerk della SPM Donna Olimpia di Roma.

Beatrice Baldissin, pianoforte
Beatrice Baldissin è nata a Milano nel 2006. Inizia lo studio del pianoforte a 6 anni e a 8 è ammessa al Con- servatorio di Musica “G. Verdi” di Milano dove frequenta il corso preaccademico nella classe del Prof. A. Chielli. È vincitrice di concorsi pianistici nazionali ed internazionali tra cui Riviera Della Versilia “Daniele Ridolfi", “Jan Langosz” città di Bardolino con premio speciale della giuria, Bruno Bettinelli, Città di Tradate, ecc. Si è esibita per prestigiose associazioni come Amici del Loggione del Teatro alla Scala nella rassegna Classica Kids, NoMus, ANPI e Comunità Ebraica, Comune di Milano. Ha suonato al Museo del Novecento,

al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, presso lo Spazio COOP Lombardia, la Casa della Memoria, la Libreria Feltrinelli, il Mamu e la Biblioteca di Bollate. Ha tenuto recital al Teatro Teca di Cassano d’Adda per Amica Musica e ha partecipato a PianoCity 2018. All’estero ha esordito con un concerto a Faro in Portogallo. Ap- passionata lettrice, ha suonato per il compositore e scrittore C. Boccadoro brani tratti da un suo romanzo in occasione della presentazione del libro. Suona stabilmente in duo con la sorella Anita violinista.

 

Diego Petrella, pianoforte
Studente di violino al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano, incoraggiato dall’incontro con Michele Fedrigotti nel 2012, l’anno successivo intraprende un percorso prettamente pianistico sotto la guida di Cristina Frosini allo stesso Conservatorio. Vincitore di diverse borse di studio e premi nazionali e internazionali, nel 2016 è invitato a suonare alla Maison Natale Debussy a Parigi. La sua attività concertistica lo vede protagonista in importanti sedi nazionali tra le quali l’Accademia Filarmonica Romana, la Società Umanitaria a Milano e Napoli, la Sala Verdi di Milano e numerose altre.

Davide Ranaldi, pianoforte
Nato nel 2000 in Italia a Milano, ha iniziato precocemente, all’età di quattro anni, ad avvicinarsi alla musica e allo studio del pianoforte. Vince diversi concorsi nazionali ed internazionali. Attualmente studia sotto la guida di Vincenzo Balzani e Silvia Rumi.
Nel 2018 Davide inizia a studiare orchestrazione con l’orchestratore americano Conrad Pope, che ha lavora- to per il Maestro J. Williams.

Giuliano Guidone, pianoforte
Ha conseguito il diploma in pianoforte con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Napoli e il Diploma Accademico di II livello al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano con 110 e lode. Ha frequentato inoltre i corsi di musica da camera presso la Scuola di Musica di Fiesole. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed europei, ha tenuto concerti in molte città, in Italia e all’estero. Nel 2012 ha vinto in trio il premio “Antonio Beltrami” riservato ai migliori gruppi di musica da camera del Conservatorio di Milano e nel 2014 il premio “Rotary Club Milano San Siro” in duo voce e pianoforte. Si è esibito in diretta radiofonica per la trasmissione “Piazza Verdi” su Rai Radio 3 e sue esecuzioni sono state trasmesse su Radio3 Suite e per la Radiotelevisione svizzera. Ha conseguito nel 2017 un master biennale di II livello in musica vocale da camera presso il Conservatorio di Milano con il massimo dei voti e la lode. A ottobre 2018 ha vinto in duo col soprano Hsiao Pei Ku il secondo premio al concorso internazionale “Elsa Respighi” di Verona.

Martino Ruggero Dondi, voce recitante
Nato nel 1996, Martino Ruggero Dondi intraprende lo studio del pianoforte all’età di sette anni e si diploma con il massimo dei voti, non ancora ventenne, al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano nella classe di Silvia Rumi. Attualmente prosegue la sua formazione musicale e umanistica studiando direzione d’orchestra e composizione presso il medesimo Conservatorio e storia presso l’Università degli Studi di Milano. Appassionato di melodramma, si sta concentrando nello studio del canto, del repertorio operistico e nell’accompagnamento di cantanti, potendo affidarsi a un esperto del settore quale è il critico musicale Franco Lorenzo Arruga, che lo ha coinvolto in varie iniziative in qualità di cantante-attore (Teatro Alighieri di Ravenna) e pianista accompagnatore (Palazzo Reale di Milano). È socio fondatore dell’associazione culturale Operitage.

Viviana Nebuloni, voce recitante
Viviana Nebuloni (classe ‘97) è un soprano e attrice milanese. Studia canto lirico al triennio accademico al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano e si perfeziona con il Maestro Lorenzo Arruga per ciò che concerne le intenzioni musicali e sceniche.
Ha debuttato nel ruolo di Musetta in La Bohème di G. Puccini al circolo filologico milanese nel 2017.
Ha interpretato Suor Dolcina in Suor Angelica di G. Puccini in Sala Verdi al Conservatorio G. Verdi di Milano. Ha vinto il premio del pubblico nel concorso lirico Magda Olivero nel 2017 come “promessa della lirica”.

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