MUSICA ERRANTE, PER NON DIMENTICARE

 

Martedì 24 gennaio 2017 - ore 17:30

Museo del Novecento - Sala Arte Povera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a cura dell’ORCHESTRA LABORATORIO DI WORLD MUSIC

del Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

Progetto di Stefania Mormone e Alberto Serrapiglio

in collaborazione con "Spazio della Memoria Musicale della Biblioteca del Conservatorio di Milano"

 

La musica klezmer fonde in sé strutture melodiche, ritmiche ed espressive che provengono dalle differenti aree geografiche e culturali (i Balcani, la Polonia e la Russia) con cui il popolo ebraico è venuto in contatto nel corso dei secoli.

 

 

Programma

 

- The Flatbush Waltz*

 

testo in lingua yiddish: Oyfn pripetshok (Intorno al camino)

 

- The Happy Nigun*

- Ani Ole L'yerushalaim*

- Oy Tate*

- Yiddish Blues*

 

testo in lingua yiddish: Undzer shtetl brent (Il nostro shetl brucia)

 

- Nigun

- Klezmer Dance

- Shlof, Mayn Kind

arrangiamento di Michele Fedrigotti

 

testo in lingua yiddish: Shlof, mayn kind (Dormi, bambino mio)

 

- Papirosn*

 

arrangiamenti a cura di Aberto Serrapiglio*  

 

 

Orchestra Laboratorio di World Music 

Simonetta Heger - voce registrata

Ruben Giuliani - violino

Francesco Pavan - violino

Daniel Ciobanu - viola

Gabriele Mamotti - violoncello

Margherita Carbonell - contrabbasso

Michele Mazzini - clarinetto

Riccardo Acciarino - clarinetto, clarinetto basso

Mattia Lecchi -  fisarmonica

Alessandro Pogliani - trombone

Stefania Mormone - pianoforte

Alberto Serrapiglio - direttore, clarinetto

 

 

 

"Non so se voi conosciate le melodie ebraiche dell'Oriente, e dunque cercherò di darvi un'idea di questo tipo di musica. Credo di caratterizzarla nella maniera più chiara possibile definendola un incrocio di Russia e Gerusalemme, di canti popolari e di salmi. Questa musica è una musica "patetica" da sinagoga e, nello stesso tempo, piena di popolare ingenuità"

Joseph Roth, Ebrei erranti, 1927

 

La musica ebraica denominata inzialmente musica yiddish, o anche freilech (musica felice), è stata successivamente identificata  con il corretto termine Klezmer dalla seconda metà del XX secolo, composto dalle parole kli, utensile o strumento, e zemer, letteralmente “per fare musica”, quindi utilizzato primariamente per indicare uno strumento musicale; voce del popolo ebraico, canto della loro eterna diaspora dai tempi del generale romano Tito, nel 70 d.c., che con la distruzione del tempio di Gerusalemme ne segnò il principio.

 

La musica klezmer fonde in sé strutture melodiche, ritmiche ed espressive che provengono dalle differenti aree geografiche e culturali (i Balcani, la Polonia e la Russia) con cui il popolo ebraico è venuto in contatto nel corso dei secoli.

Questo genere musicale è nato per accompagnare feste di matrimonio, funerali o semplici episodi di vita quotidiana, il klezmer nasce all'interno delle comunità ebraiche dell'Europa orientale, in particolare delle comunità chassidiche. Questa musica esprime sia felicità e gioia sia sofferenza e malinconia, tipica della musica ebraica. Lo strumento principale del mondo ebraico degli shtetl (piccole città di provincia nell'Europa orientale [Russia, Polonia, Ucraina, Lituania, Impero austro-ungarico) nelle quali gli ebrei erano la maggioranza o totalità della popolazione) e dei ghetti è sicuramente il violino, ma nel klezmer acquisteranno crescente rilievo il clarinetto e gli ottoni, gli strumenti percussivi, melodico percussivi come il cimbalum e altri strumenti come il violoncello, usato anche con la funzione di bassetto portatile. Il klezmer è facilmente riconoscibile per le sue melodie espressive, che ricordano un po' la voce umana, anche nel ridere e nel piangere. Non è un caso: lo stile vuole infatti imitare il canto khazone e paraliturgico. Per produrre questo stile vengono usati numerosi dreydlekh (parola yiddish che indica gli abbellimenti musicali), tra i quali  i  krekhts ("singhiozzi"). Negli strumenti solisti per eccellenza di questa musica, violino e clarinetto, si fa largo uso di portamenti e glissandi, come nella musica jazz, anche per imitare le caratteristiche della voce nell'esporre le melodie.

Sono diversi gli stili musicali che hanno influenzato la musica klezmer: il principale e più duraturo è probabilmente la musica tradizionale rumena, che i musicisti klezmer ascoltarono ed adattarono e che si rispecchia nelle forme di danza tuttora presenti nel repertorio musicale klezmer: Hora (danza popolare romena in ritmo ternario, suonata tendenzialmente a ritmo lento, invita l'esecutore a virtuosistici abbellimenti), Doina (melodia a metro libero, lenta e rapsodica, dal carattere malinconico e intimista), Bulgar (danza circolare dal ritmo sincopato).

Il Klezmer contribuirà non poco alla formazione del jazz quando molti ebrei perseguitati in Europa, si trasferirono nelle Americhe. Giunto in America con il grande flusso migratorio della prima metà del Novecento, insieme ad altri incommensurabili patrimoni musicali europei, il Klezmer risuonava sui violini e sui cimbalom dei musicisti Ashenaziti (discendenti delle comunità medievali stabilitesi nella valle del Reno, perciò emigrati dall’Europa dell’Est), chiamati klezmorim, attraverso i quali viaggiava quella antica tradizione musicale che accompagnava principalmente eventi quotidiani come matrimoni, funerali e bar mitsvah e che ha inglobato, durante il suo lungo percorso, elementi ucraini, tedeschi, boemi, greci, tzigani e altri ancora. Il Klezmer non è mai andato perduto, anzi, la sua esistenza si è diramata ininterrottamente, dando origine a molteplici nuove soluzioni, ma è stata anche conservata nel modo più puro fino ad oggi. Tra il 1880 e il 1924 si è mescolato in maniera del tutto naturale al Jazz di inizio secolo con risultati a dir poco eccellenti, talvolta sostituendo il violino con il clarinetto e con altri ottoni, per mano di grandi esponenti: basti pensare a due tra i maggiorni clarinettisti jazz di orgine ebraica Benny Goodman (uno dei primi bianchi ad aver inserito musicisti neri nella propria orchestra) e Artie Shaw, entrambi grandi maestri dello strumento ed eterni antagonisti, oppure al genio di Jacob Gershowitz, poi americanizzato George Gershwin, che con il fratello paroliere Ira (Israel) ha composto innumerevoli capolavori, nei quali è facile carpire l’essenza di una tale eredità culturale, in mescolanza alla tradizione sinfonica europea. Forti della loro identità, invece, negli ultimi anni molti musicisti ebrei sono tornati sui loro passi per accarezzare nella totalità quelle ancestrali sonorità, che racchiudono secoli di vita, per riportarla alla luce: Giora Feidman, David Krakauer, Josh Horowitz, Rob Burger Klezmer, tanto per citarne alcuni.

Il Klezmer è completamente bipolare; a composizioni di grande allegria e festosità si alternano racconti di grandi dolori. Come un essere umano, questa meravigliosa musica accoglie dentro di sé emozioni contrastanti, e convivono nella più totale armonia, come il giorno e la notte, come il materiale emotivo, spirituale e fisico di cui è fatto questo universo.

 

 

Laboratorio di World Music

Il Laboratorio di World Music, attivo presso il Conservatorio di Milano dagli anni '80 grazie al

M. Antonelli, si occupa di programmi musicali tradizionalmente non presenti nei programmi di studio. Da alcuni anni è coordinato dal prof. Serrapiglio con il quale si sono approfonditi alcuni percorsi musicali specifici quali:

• a.a. 2014/2015: la musica dell'area dell'antica Persia con un progetto denominato "La cultura musicale dell'antica Persia incontra la Lap Top Orchestra del Conservatorio di Milano", al termine del quale si è tenuto un concerto nella rassegna "I concerti nel Chiostro";

• a.a. 2015/2016: la cultura musicale Yiddish denominata musica klezmer, al termine del quale si sono tenuti due concerti nell'ambito del progetto "Ferramonti" del Conservatorio di Milano dedicato al campo di concentramento di Ferramonti (Cosenza). Il primo di essi si è tenuto in sala Puccini il 1 giugno 2016, mentre il secondo si è svolto nel campo di concentramento di Ferramonti il 4 giugno

2016.

Il Laboratorio di World Music del Conservatorio di Milano si è anche esibito in un concerto presso lo spazio BASE per la Triennale di Milano il 12 giugno 2016, con un programma che comprendeva, oltre a musica klezmer, anche musiche di altre tradizioni musicali. Con lo stesso programma e con lo stesso gruppo musicale si è esibito l'11 luglio in sala Puccini per la Rassegna del Chiostro 2016; l'8 ottobre 2016 a Cinisello Balsamo presso e per conto dell'Università di Milano Bicocca; il 28 novembre al "Clubino" di Milano.

Su invito dell'"Associazione per Mito" onlus di Milano l'Orchestra il Laboratorio di WM del Conservatorio di Milano si esibirà in 3 concerti nelle Case di reclusione milanesi (S.Vittore, Opera, Bollate). 

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