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Ugo Sesini,

Trapani 19.01.1899 - Mauthausen/Gusen 27.02.1945

Martedì 29 ottobre 2019 - ore 17:00

Museo del Novecento - Sala Conferenze

Piazza Duomo 8, Milano

ingresso libero fino a esaurimento posti

In collaborazione con l’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati)

Evento per ricordare Ugo Sesini, musicologo, antifascista, deportato e morto a Mauthausen nel 1945.

Interverranno Dario Venegoni (presidente dell’ANED), Franco Pavan (liutista e musicologo),
Giovanna Motta (paleografa musicale), Caterina Sangineto e Stefano Torelli (voci).

All’interno del progetto curato da NoMus Musica per un genocidio, qualunque è nata l’idea di dare vita a un desiderio espresso dal maestro e professore Ugo Sesini, eminente figura di filologo, musicista, uomo di lettere ed erudito, che perse la vita nel campo di Mauthausen-Gusen per le sue scelte antifasciste e di integerrima fede nel bello, nell’equità e nella dignità dell’uomo.

Il desiderio di Ugo Sesini, giuntoci tramite un piccolo libro di memorie di un sopravvissuto, era quello di organizzare un grande concerto a Milano, in Piazza del Duomo, per perpetuare la memoria di tutti coloro che avevano perso la vita nei Lager nazisti. A Sesini la possibilità non fu data. Con questo primo passo cerchiamo di raccogliere la sua spinta vitale, la sua dirittura morale, la forza delle sue scelte.

Diplomatosi a soli 16 anni in pianoforte, Ugo Sesini viene subito dopo chiamato alle armi, giunge in territorio di guerra il 18 gennaio 1918. Viene congedato il 20 dicembre 1920. L’anno seguente si laurea a Roma in Lettere e Filosofia, conseguendo nel 1922 la Licenza Gregoriana nel Pontificio Istituto di Musica Sacra e nel 1923 il Diploma di Licenza e Magistero in Composizione a S. Cecilia. Dal 1933 al 1938 insegna all’Università di Bologna. Nel 1939 inizia l’insegnamento all’Università di Napoli e ottiene l’incarico di bibliotecario al Conservatorio di S. Pietro a Maiella, allora la più grande e ricca biblioteca musicale d’Italia. Nel 1943 l’angoscia per la situazione della guerra nel Nord d’Italia lo spingono a rientrare a Verona e ad aderire al Comitato di Liberazione Nazionale di Isola della Scala. Il 22 novembre del 1944 viene arrestato dai fascisti della Brigata Nera di Verona, insieme al figlio, poi rilasciato. Nel corso di violenti interrogatori gli viene spezzato un braccio, mentre militari nazisti occupano l’abitazione, bruciando e rubando libri e altre proprietà. Trasferito a Bolzano, giunge a Mauthausen il 19 dicembre, con il numero di matricola 114105 e classificato come prigioniero politico. Muore a Gusen, sottocampo di Mauthausen, alle ore 6.30 del 27 febbraio 1945.

Dario Venegoni introdurrà la serata. Franco Pavan ricostruirà l’intrecciarsi delle vicende professionali e di vita di Ugo Sesini proponendo, con il liuto, l’ascolto di alcuni brani significativi per il suo rapporto con l’eredità del musicologo.

Giovanna Motta si soffermerà sugli studi con cui Sesini ha approfondito quello che verrà poi, forse erroneamente, definito il repertorio su testo profano anteriore all’anno Mille. Sono canti originariamente in notazione adiastematica, che verranno poi ritrascritti per circa 300 anni in modo più chiaro. Sesini li affrontò, forte della sua lunga esperienza nel campo della monodia sacra, dandone una versione affascinante che verrà riproposta, narrando anche le storie che stanno alle spalle di ogni versione.

Uno squarcio di realtà musicale e di realtà di vita. L’approfondimento del tema sarà accompagnato con ascolti da disco e un’esibizione dal vivo in cui Giovanna Motta suonerà l’arpa medievale accompagnando le voci di Caterina Sangineto e Stefano Torelli.

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Dario Venegoni

Figlio di due deportati nel lager di Bolzano, è presidente nazionale ANED dal 2015. È autore di ricerche sulla deportazione e in particolare sul campo di Bolzano; ha curato per l’ANED diverse pubblicazioni, tra le quali l’edizione italiana del monumentale Kalendarium di Auschwitz di Danuta Czech.
L’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti è stata costituita nel 1945 su iniziativa dei sopravvissuti ai lager, la sua missione è quella di condividere, con la società civile e in particolar modo con i giovani, il grande lascito delle testimonianze sui lager e l’esperienza degli ex deportati nel ritorno alla vita civile e nella costruzione della democrazia.

Franco Pavan

Liutista italiano. Collabora con alcuni dei più importanti ensemble di musica antica italiani, tra i quali Concerto Italiano e Cappella Neapolitana. Ha fondato e conduce Laboratorio’600, che incide per l’etichetta spagnola Glossa. Laureato sotto la guida di Francesco Degrada presso l’Università degli Studi di Milano, si dedica da oltre trent’anni alla ricerca musicologica dedicandosi principalmente alla storia del liuto e al primo Seicento italiano. È titolare della cattedra di liuto presso il Conservatorio Evaristo Felice Dall’Abaco di Verona e insegna basso continuo presso il Master di musica antica istituito presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

Giovanna Motta

Ha studiato Strumenti a Percussione e Composizione presso il Conservatorio di Milano e Paleografia Musicale all’Università di Pavia. Ha inoltre applicato la sua conoscenza delle lingue morte e delle antiche grafie anche a manoscritti di Cucina, ricostruendone vivande di tutte le epoche con molto successo, tanto che le furono affidate le Feste Barocche per l’inaugurazione in gala di Palazzo Saluzzo a Torino (1995). Ha lavorato come Consulente Musicale per la RAI Tv di Milano e per Mediaset.

Ha fondato l’Ensemble Adelchis in occasione della mostra “Adelchi, dai Longobardi ai Carolingi”, tenutasi presso il Castello Sforzesco e l’Università di Pavia. Venne infatti incaricata dalla curatrice (Arch. C. Calderini) di trascrivere l’unico brano musicale riferentesi all’epoca longobarda e di farlo eseguire, mandandolo in diffusione durante l’apertura della mostra stessa.
Ha registrato quattro CD e tenuto concerti in Italia e all’estero. Collabora fattivamente col maestro liutaio Michele Sangineto, cui ha instillato l’amore per la musica antica e che, a sua volta, mette a disposizione tutte le copie di strumenti d’epoca da lui prodotti: grazie a ciò, l’Adelchi ha a sua disposizione copie di strumenti che vanno dal Tardo Impero a Giorgione e Leonardo, dall’Alto medioevo a Gaudenzio Ferrari. Ciò permette di testimoniare quali e quanti siano i cambiamenti nel gusto musicale del mondo occidentale.

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