OMAGGIO AD

ARMANDO GENTILUCCI

Martedì 26 giugno 2018 - ore 17:00

Museo del Novecento - Sala Arte Povera

ingresso libero fino a esaurimento posti

 

Andrea Monarda chitarra, Ludmila Ignatova soprano, Ester De Stefano pianoforte, eseguiranno musiche di Armando Gentilucci.

 

Introduce il concerto Marina Vaccarini.

Concerto in collaborazione con la Società del Quartetto di Milano

Programma del concerto

 

Armando Gentilucci

Sparì la luna per chitarra e voce (1985)

Andrea Monarda chitarra, Ludmila Ignatova soprano

 

Metafore del tempo (1984)
Pour un rag-time englouti (1982)

Memoria di un Gondellied (1982)

Ester De Stefano pianoforte

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Andrea Monarda
Andrea Monarda (Martina Franca, 1985) è chitarrista, musicologo, didatta e traduttore. Inizia gli studi musicali a 12 anni, si diploma in chitarra con il massimo dei voti a 19 anni e si perfeziona in Italia e all’estero in chitarra e in musica da camera. Nel 2013 ha girato un videoclip sulla Sequenza XI di Luciano Berio. Laureato come traduttore e interprete presso l’Università di Trieste e come dottore magistrale in pedagogia musicale, ha recentemente pubblicato contributi per la rivista di pedagogia musicale Musica Domani e per le riviste chitarristiche Il Fronimo e GuitArt.
L’impegno costante per la costituzione di un nuovo repertorio per chitarra lo ha portato a collaborare con compositori come Gilberto Bosco, Giorgio Colombo Taccani, Luis De Pablo, Giorgio Gaslini, Jeffrey Levine e Alessandro Solbiati, che gli hanno dedicato le loro opere più recenti, per chitarra sola e per due chitarre, a dandogli le prime esecuzioni. Premiato in celebri concorsi nazionali e internazionali di musica, come il XVI Concurso Internacional de Guitarra “Alirio Diaz”, Venezuela, il XXX Certamen Internacional de Guitarra “Andrés Segovia”, Spagna, il Grand Prize Virtuoso International Competition di Londra, il IV Concorso Nazionale “Rocco Peruggini”, il Global Music Awards, California, è stato invitato come solista da istituzioni storiche (tra le quali la Società dei Concerti di Milano) e da noti festival nazionali e internazionali quali Festival MITOSettembremusica, Festival della Valle d’Itria, Festival Duni di Matera, URTIcanti di Bari e Lecco Jazz Festival 2016. Ha tenuto concerti in sale prestigiose come il Teatro Alirio Diaz di Carora (Venezuela), il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Ristori di Verona, il Teatro Gobetti di Torino, il Teatro della Società di Lecco, il Museo del Novecento di Milano e la Biblioteca Centrale di Storia e Archeologia di Roma. La sua attività da solista lo ha portato a debuttare nel 2014 con l’Orquesta de la Universidad de Granada e nel 2013 a ricevere il premio chitarra d’oro come giovane talento nell’ambito del XVIII Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria.
Collabora costantemente in duo con il soprano Ludmila Ignatova, spaziando dalla musica rinascimentale a quella del XX secolo: il duo viene regolarmente invitato nei Festival Nazionali di musica da camera, come il Festival Mozart e il Turin Classical Music Festival. Le sue revisioni di opere di repertorio e di musica contemporanea a lui dedicate sono pubblicate dalle Edizioni Suvini Zerboni di Milano e dalla Da Vinci Edition di Osaka, Giappone. Ha anche recentemente pubblicato, per la Casa Musicale Eco, la raccolta didattica intitolata L’Ottocento italiano per chitarra, antologia ragionata di 34 brani del XIX secolo

Per le Edizioni Suvini Zerboni ha pubblicato le Sette Miniature per chitarra sola.
Ha inciso cinque album per le etichette discografiche GuitArt, Stradivarius (Dieci minuti all’alba-omaggio a Giorgio Gaslini, trasmesso su Rai Radio3 e Radio Vaticana), dotGuitar (Historical guitar music – live DVD recording) Mep Music e Limen Music (Solbiati – solo guitar works, CD/DVD). Dal 2016 insegna presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali
“G. Paisiello” di Taranto.

Ludmila Ignatova

Nata nel 1985 a Riga, capitale della Lettonia, è diplomata in canto e didattica presso l’Accademia Jāzepa Vītola nella sua città natale e laureata in canto nel 2013 presso il Conservatorium Maastricht, Paesi Bassi. Nel 2015 si è Laureata con il massimo dei voti e la lode, conseguendo il Biennio di II livello in canto lirico presso il Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria. Ha preso parte in qualità di allieva effettiva in numerose masterclass in Italia e all’estero.

Ha ottenuto ruoli importanti, come Mimì nella Bohème di Puccini o Susanna nel Le nozze di Figaro, eseguendo entrambe le opere presso l’opera studio ‘Figaro’ di Riga. Ha ottenuto il ruolo di Zelatrice in Suor Angelica nel Festival Internazionale di opera e teatro musicale di piccole dimensioni ‘Scatola Sonora’, XVIII edizione.

Attiva in Lettonia e in Italia, ha tenuto un concerto presso l’Associazione “Amici del loggione del Teatro alla Scala”, ha preso parte in qualità di allieva effettiva a una masterclass presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, ha tenuto concerti in Francia (Parigi), Polonia e Bielorussia. All’attività operistica affianca quella di musica da camera, in duo col chitarrista Andrea Monarda, suonando in festival come Torino Mozart Festival e Torino Classical Music Festival, spaziando dalla musica rinascimentale a quella contemporanea. Vincitrice del Diploma di Merito del Ministero della Cultura lettone, come riconoscimento per l’impegno nella diffusione della cultura musicale, ha più volte preso parte a riprese radiofoniche per Latvia 4. È laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Riga. Vincitrice del concorso di poesia Simboli sacri in Russia, ha pubblicato nel 2008 la sua seconda raccolta di poesie in russo e inglese dal titolo Sensus. All’attività concertistica affianca quella didattica, insegnando fino al 2010 nei corsi base di canto lirico presso l’Accademia Jāzepa Vītola di Riga.

Ester De Stefano

Ester De Stefano è nata a Milano nel 1995. Nel 2005 è ammessa al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano ed entra nella classe di pianoforte di Annibale Rebaudengo. Ha vinto numerosi premi del concorso internazionale “Jugend Musiziert”, concorso organizzato dalle scuole tedesche in Europa. Nel 2015 ha ottenuto il primo premio “Jugend Musiziert” a Milano. Nel luglio dello stesso anno si è diplomata in pianoforte nella classe di Silvia Limongelli. Si è esibita nella Sala Verdi e nella Sala Puccini del Conservatorio milanese, nell’ambito della rassegna “Concertiamo”. Ha partecipato in più occasioni al programma PianoCity. Attualmente è iscritta al biennio di pianoforte sotto la guida di Silvia Limongelli e sta completando il corso di Laurea Triennale di Lettere Classiche all’Università Statale di Milano.

Marina Vaccarini

Milanese di nascita, ha studiato pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” sotto la guida di Enrica Cavallo e di Paolo Bordoni. Ha approfondito la sua formazione diplomandosi in Clavicembalo e in Composizione sperimentale a indirizzo musicologico e, successivamente, ha conseguito la laurea magistrale in Musicologia presso l’Università Statale di Milano. Ha svolto ricerche sulla musica a Milano tra Sette e Ottocento e da alcuni anni collabora con la Fondazione Arcadia per il progetto Sammartini. Parallelamente ha orientato i suoi interessi su alcuni compositori del Novecento con saggi e curatele che fanno capo al progetto Musica nel Novecento Italiano della Società Italiana di Musicologia. Scrive per la rivista «Classic Voice» e attualmente insegna Storia della Musica al Conservatorio di Brescia, nella sezione staccata di Darfo Boario Terme.

Armando Gentilucci (8 ottobre 1939 — 12 novembre 1989)
Nacque a Lecce nel 1939 da una famiglia di musicisti. Compì i suoi studi musicali al conservatorio di Milano sotto la guida di Franco Donatoni e Bruno Bettinelli, diplomandosi in composizione, musica corale, pianoforte e direzione d’orchestra.
Intraprese l’attività didattica presso i conservatori di Bolzano e Milano e contemporaneamente iniziò a scrivere musica in linea con le avanguardistiche sperimentazioni di Bruno Maderna e Luigi Nono.
Nel 1969 assunse la direzione dell’Istituto Musicale “Achille Peri” di Reggio Emilia, che sotto la sua guida divenne in breve tempo un’istituzione-pilota nel campo della didattica musicale. L’originalità del suo approccio consisteva nel coniugare lo studio accademico con la promozione di attività di studio ed approfondimento delle tematiche culturali musicali contemporanee.

L’Istituto strinse dunque proficue collaborazioni con le istituzioni culturali del Comune di Reggio Emilia e con altri interlocutori, dando vita ad un’intensa stagione di iniziative culturali finalizzate alla diffusione della musica contemporanea verso il pubblico di massa. Di queste iniziative, che presero l’avvio sotto l’etichetta-programma Musica/Realtà, furono promotori, accanto a Gentilucci, Luigi Pestalozza, Claudio Abbado, Maurizio Pollini e Luigi Nono.

Nel frattempo il compositore stava elaborando un saggio teorico sui linguaggi dell’avanguardia musicale di quegli anni, che si concretizzò nel volume Oltre l’avanguardia: un invito al molteplice del 1980.

Le sue composizioni hanno ricevuto riconoscimenti in importanti rassegne internazionali come le Serate musicali orentine nel 1962, il Ricordi-Rai nel 1968, le Biennali di Venezia e Berlino, l’Holland Festival e alcuni festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea, dove nel 1979, fu premiato a Tel Aviv.

Nel 1980 un suo brano, Il tempo sullo sfondo, è stato rappresentato in forma di balletto alla Piccola Scala; in questo pezzo appare definita la sua teoria dei “campi armonici”, per la quale un contesto armonico si delinea affidando un intervallo o una serie di questi ad un’ampia varietà di registri dell’orchestra, senza particolari vincoli di concatenazione degli accordi, ma nella prospettiva di una chiara indagine del suono. Fra le composizioni più signi cative della sua produzione si annoverano i titoli Figure, Sequenze per orchestra, Diacronie, Diagramma per clarinetto, violino e pianoforte, Strofe di Ungaretti, Siamo prossimi al risveglio, Le clessidre di Dürer per 4 strumenti, Studi per un Dies Irae per orchestra ed un lavoro per violino e nastro magnetico dal titolo Come qualcosa palpita nel fondo.

Tuttavia il suo lavoro più impegnato non è ancora stato rappresentato: l’opera Moby Dick (1986-88), su libretto dell’autore da Melville, dove le tematiche di sospensione temporale e dei campi armonici già affrontate in Il tempo sullo sfondo e Le clessidre di Dürer (1985) vengono espresse in modo decisivo nella definizione dei personaggi e dell’ambientazione drammaturgica, dove il mare diventa allegoria della psiche e pretesto figurativo dell’espressione musicale dei campi armonici. 

Dal 1970 tutte le sue musiche sono state pubblicate presso Ricordi, dove egli svolse per lungo tempo l’attività di consulente.
In campo editoriale ebbero particolare fortuna le sue Guida all’ascolto della musica contemporanea (Feltrinelli, 1969), e Introduzione alla musica elettronica (Feltrinelli, 1972). Morì prematuramente a Milano nel novembre 1989.

(dal sito www.ricordi.it) 

 

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