MARINO ZUCCHERI AND FRIENDS

21 giugno 2016 - 14 gennaio 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

​Martedì 8 novembre 2016

Museo del Novecento

 

ore 15:30 - Sala Conferenze

Incontro di studio su Armando Gentilucci con ascolti e proiezioni di video Rai inediti a cura di Anna Maria Morazzoni e Enzo Beacco.

 

ore 17:30 - Sala Arte Povera

Concerto del Milano’808Ensemble con musiche di Armando Gentilucci
Evento in collaborazione con Fondazione Dragoni per il Conservatorio, Show and Grow e con il 25° Festival di Milano Musica nell’ambito del progetto Il tempo sullo sfondo. Il pensiero e le opere di Armando Gentilucci. In ricordo di Luciana Pestalozza.
Una piccola esposizione di libri, partiture, locandine, programmi di sala e foto correda l’omaggio al maestro. 

 

Programma del concerto

 

Armando Gentilucci:

Frammento - per clarinetto in si bem. (1989)
Nel suono I e II - per pianoforte solo (1979)
Selva di pensieri sonanti - per clarinetto in si bem. (1988)

Sparì la luna, per soprano e chitarra (1985)
Recitativo furioso -
per violino e pianoforte (1965)

 

Milano’808ensemble: Soprano: Kim Su Hyang, Violino: Giovanna Polacco, Clarinetto: Lorenzo Paini, Chitarra: Maria Vittoria Jedlowski, Pianoforte: Elena Pasotti

 

 

MILANO’808ENSEMBLE

Fondato da Giovanna Polacco nel 2012 il Milano‘808Ensemble, oltre ad un chiaro omaggio alla città di adozione dei suoi componenti (quasi tutti provenienti dal Conservatorio di Milano), contiene anche una dedica esplicita e a ettuosa all’anno di fondazione di questa gloriosa istituzione, avvenuta due secoli fa nel 1808. Ed è attingendo prevalentemente ai materiali custoditi presso la sua ricchissima biblioteca che il gruppo, composto da musicisti di alto pro lo, si dedica alla ricerca di repertori di musica da camera poco esplorati, o addirittura inediti, meritevoli di riscoperta.

Tutti gli artisti hanno svolto attività con i più prestigiosi Ensemble e Orchestre nazionali e internazionali, tenendo concerti nelle più blasonate sale e istituzioni musicali.
Punto d’incontro dell’Ensemble è stato fondamentalmente il piacere di ritrovarsi a fare musica insieme e il desiderio di condividere, con un pubblico disponibile alla curiosità e alla novità, l’interesse nel riscoprire pagine meno note o rivisitate attraverso trascrizioni e rielaborazioni originali, di compositori italiani e non attivi a partire dagli inizi dell’Ottocento per arrivare all’oggi. Il progetto si propone anche di valorizzare alcuni dei migliori talenti che si sono distinti tra gli studenti e i laureati del Conservatorio “G. Verdi” di Milano invitandoli a suonare nelle proprie file.

Oltre che attingere al repertorio cameristico colto di tradizione “alta”, il gruppo ama proporre un ventaglio di esecuzioni che si riallacciano al filone della cosiddetta musica di intrattenimento, ricreando la dimensione domestica e l’atmosfera aperta e colloquiale tipiche dei celebri “salotti” tanto in voga presso l’intellighenzia borghese dell’epoca.

Il gruppo si presenta a “geometria variabile”, ovvero composto da un nucleo base di musicisti che coprono l’intero arco delle famiglie di strumenti, voce compresa, più all’occorrenza un solista ospite di chiara fama e/o una voce recitante per citazioni e letture. Tale flessibilità di organico consente di eseguire programmi molto particolari non praticabili da gruppi a formazione fissa.

www.milano808ensemble.it

 

ARMANDO GENTILUCCI 08 ottobre 1939 — 12 novembre 1989
Armando Gentilucci nacque a Lecce nel 1939 da una famiglia di musicisti. Compì i suoi studi musicali al conservatorio di Milano sotto la guida di Franco Donatoni e Bruno Bettinelli, diplomandosi in composizione, musica corale, pianoforte e direzione d’orchestra. Intraprese l’attività didattica presso i conservatori di Bolzano e Milano e contemporaneamente iniziò a scrivere musica in linea con le avanguardistiche sperimentazioni di Bruno Maderna e Luigi Nono.

Nel 1969 assunse la direzione dell’Istituto Musicale “Achille Peri” di Reggio Emilia, che sotto la sua guida divenne in breve tempo un’istituzione-pilota nel campo della didattica musicale. L’originalità del suo approccio consisteva nel coniugare lo studio accademico con la promozione di attività di studio ed approfondimento delle tematiche culturali musicali contemporanee. L’Istituto strinse dunque proficue collaborazioni con le istituzioni culturali del Comune di Reggio Emilia e con altri interlocutori, dando vita ad un’intensa stagione di iniziative culturali finalizzate alla diffusione della musica contemporanea verso il pubblico di massa. Di queste iniziative, che presero l’avvio sotto l’etichetta-programma Musica/Realtà, furono promotori, accanto a Gentilucci, Luigi Pestalozza, Claudio Abbado, Maurizio Pollini e Luigi Nono. Nel frattempo il compositore stava elaborando un saggio teorico sui linguaggi dell’avanguardia musicale di quegli anni, che si concretizzò nel volume Oltre l’avanguardia: un invito al molteplice del 1980.

Le sue composizioni hanno ricevuto riconoscimenti in importanti rassegne internazionali come le Serate musicali orentine nel 1962, il Ricordi-Rai nel 1968, le Biennali di Venezia e Berlino, l’Holland Festival e alcuni festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea, dove nel 1979, fu premiato a Tel Aviv.

Nel 1980 un suo brano, Il tempo sullo sfondo, è stato rappresentato in forma di balletto alla Piccola Scala; in questo pezzo appare de nita la sua teoria dei “campi armonici”, per la quale un contesto armonico si delinea a dando un intervallo o una serie di questi ad un’ampia varietà di registri dell’orchestra, senza particolari vincoli di concatenazione degli accordi, ma nella prospettiva di una chiara indagine del suono.

Fra le composizioni più significative della sua produzione si annoverano i titoli Figure, Sequenze per orchestra, Diacronie, Diagramma per clarinetto, violino e pianoforte, Strofe di Ungaretti, Siamo prossimi al risveglio, Le clessidre di Dürer per 4 strumenti, Studi per un Dies Irae per orchestra ed un lavoro per violino e nastro magnetico dal titolo Come qualcosa palpita nel fondo. Tuttavia il suo lavoro più impegnato non è ancora stato rappresentato: l’opera Moby Dick (1986- 88), su libretto dell’autore da Melville, dove le tematiche di sospensione temporale e dei campi armonici già a rontate in Il tempo sullo sfondo e Le clessidre di Dürer (1985) vengono espresse in modo decisivo nella denizione dei personaggi e dell’ambientazione drammaturgica, dove il mare diventa allegoria della psiche e pretesto figurativo dell’espressione musicale dei campi armonici. Dal 1970 tutte le sue musiche sono state pubblicate presso Ricordi, dove egli svolse per lungo tempo l’attività di consulente.

In campo editoriale ebbero particolare fortuna le sue Guida all’ascolto della musica contemporanea (Feltrinelli, 1969), e Introduzione alla musica elettronica (Feltrinelli, 1972). Morì prematuramente a Milano nel novembre 1989. 

 

 

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