AMICI E NEMICI

Jannis Kounellis, Il violino con le corde di filo spinato, 2017 particolare

Martedì 12 marzo 2019 - ore 17:00

Museo del Novecento - Sala Fontana

Piazza Duomo 8, Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Secondo dei quattro incontri Amici e nemici, un progetto a cura di Stefania Mormone e Simonetta Heger.

 

Gli studenti del Conservatorio G. Verdi di Milano eseguiranno musiche di Aldo Finzi, Giulio Confalonieri, Kurt Sonnenfeld, Riccardo Pick-Mangiagalli.

 

Amici e nemici

Quattro concerti che dipingono l’ambiente musicale e culturale dell’Italia tra le due guerre, fervido e interconnesso nonostante i dettami del regime, dove tutti o quasi tutti si conoscevano. Le leggi razziste del 1938 furono lo spartiacque: da una parte, come scrisse Mario Labroca, (L’usignolo di Boboli, 1959) i buoni [...] destinati al paradiso dell’esecuzione, i secondi a sinistra, condannati all’inferno dell’inevitabile oblio. Fu una campagna torbida, condotta da musicisti che, forse senza accorgersene, assumevano una responsabilità paurosa.

Troviamo dunque gli amici, che aiutano e sostengono i colleghi ebrei rimasti senza lavoro e perseguitati, e i nemici che, per adesione sentita o vigliacca obbedienza al regime, tolgono il sostegno a coloro che fino al giorno prima avevano osannato.

Questi i protagonisti: Alfredo Casella, Mario Castelnuovo Tedesco, Giulio Confalonieri, Aldo Finzi, Alberto Gentili, Fernando Liuzzi, Renzo Massarani, Goffredo Petrassi, Riccardo Pick Mangiagalli, Ildebrando Pizzetti, Vittorio Rieti, Nino Rota, Kurt Sonnenfeld. Quali tra essi furono i perseguitati, quali gli amici e quali i nemici, lo scopriremo strada facendo.

Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con lo Spazio Europeo della Memoria Musicale che è un centro di Documentazione e di Ricerca, istituito nel 2007 presso la Biblioteca del Conservatorio dall'allora Direttore M° Leonardo Taschera e dalla Bibliotecaria Dott.ssa Licia Sirch.  Finalità specifica è quella di valorizzare figure di musicisti discriminati da politiche di regime o vittime di persecuzioni razziali, attraverso concerti, ricerca musicologica e divulgazione.

 

 

Programma del concerto:

In collaborazione con il Master di II livello in Repertorio vocale da camera italiano tra Otto e Novecento del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e con Sonia Grandis.

 

Aldo Finzi (1897 – 1945)

 

Liriche per voce e pianoforte (date di composizione tra il 1922 e il 1939):

Serenata

Barque d’or

 

Giulia Taccagni, mezzosoprano

Giacomo Carnevali, pianoforte

                                    

Rondini

La Voix de Sélisette

Catharine

C’era una volta

 

Hong Ju Yong, soprano  

Joeng Taeyang, pianoforte                       

 

Pavana

Tempo di marcia

Tempo di fox-trot

 

Diego Petrella, pianoforte

 

 

Kurt  Sonnenfeld (1921 – 1997) 

Kaddish (1986)

 

Giulia Taccagni, mezzosoprano

Giacomo Carnevali, pianoforte

 

Giulio Confalonieri (1896 - 1972)

 

Mas cerca de mi te siento (1952)

Cloe’s Song (Canzone di Cloe) (1926, pubbl. 1952)

                                       

Giulia Taccagni, mezzosoprano

Giacomo Carnevali, pianoforte

 

 

Riccardo Pick Mangiagalli (1882 – 1949)

           

Clair de lune (1930)

Hong Ju Yong, soprano

Joeng Taeyang, pianoforte

 

Letture a cura di Martino Ruggero Dondi e Viviana Nebuloni

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Aldo Finzi

Nasce a Milano il 4 febbraio 1897 da antica famiglia ebrea originaria di Mantova in cui l'amore per la musica è tradizionale (una zia di Aldo Finzi fu la celebre soprano Giuseppina Finzi Magrini). Compiuti gli studi classici al liceo Parini di Milano, si laureò in giurisprudenza all'Università di Pavia mentre, contemporaneamente, si diplomava in composizione come privatista al Conservatorio S. Cecilia di Roma. Ebbe ben presto successo e fama: a 24 anni le sue opere (Liriche, Poemi sinfonici, lavori pianistici e cameristici) venivano pubblicate da Ricordi, mentre in precedenza ebbe come editori Fantuzzi e Sonzogno, ed eseguite nei maggiori teatri da artisti del calibro del violinista Poltronieri, dei direttori Bernardino Molinari e Vittorio Gui. Nel 1937 venne bandito dalla Scala un concorso per un'opera da eseguire nella successiva stagione: Finzi vi partecipò con La serenata al vento; fra i membri della commissione giudicatrice v'era Pick Mangiagalli, che avvicinò confidenzialmente il giovane collega per preannunziargli la conseguita vittoria nel concorso. L'annunzio ufficiale, atteso per la primavera del 1938, non giunse. Aldo Finzi capì che la decisione a lui favorevole poteva essere stata bloccata soltanto da un veto governativo e che ciò significava l'imminenza di una campagna razziale anche in Italia. Le leggi razziste sopraggiunsero infatti alcuni mesi più tardi: gli fu preclusa la possibilità di far eseguire le sue musiche, che vennero espunte dai cataloghi; per vivere si accontentò di lavorare anonimamente o sotto nome di altri. Ottenne un affidavit per insegnare a Chicago, ma la partenza era fissata per il 10 giugno 1940, giorno in cui l’Italia entrava in guerra, ed egli non si sentì di abbandonare la famiglia.
Pur continuando a comporre (Danza, Preludio e Fuga per organo), la sua vita fu da allora uno spaventoso seguito di fughe, arresti, rilasci. Tra il 1944 e il 1945 compone il Salmo per coro e orchestra per ringraziare il Signore per essere riuscito a salvare se stesso e suo figlio dall’arresto da parte delle SS. 
Muore il 7 febbraio 1945.

Sepolto sotto falso nome, la moglie dovette attendere il dopoguerra e l'abrogazione delle leggi razziali prima di potere redigere un documento che le permettesse di riportare i resti mortali del compositore nella cappella di famiglia nel Cimitero Monumentale di Milano.

(Tratto dal dal sito www.aldo-finzi.com)

 

Giulio Confalonieri

Nato a Milano il 23 maggio 1896 da antica famiglia milanese, ricevette la prima educazione musicale dalla nonna paterna, eccellente pianista già allieva di Thalberg. Laureato in lettere nel 1920, contemporaneamente studiò sotto la guida di E. Pozzoli, conseguendo il diploma di composizione, sempre nel 1920. Partecipò alla prima guerra mondiale come ufficiale degli alpini e fu decorato. Al termine del conflitto la carriera di compositore sembrava felicemente iniziata, ma egli la interruppe, per recarsi a Parigi dove entrò in amicizia con P. Dukas, ricevendone lezioni e suggerimenti. L’anno seguente si spostò a Londra, dove rimase fino ai primi del 1927, dando inizialmente lezioni di pianoforte e di canto e suonando nei cinematografi. Infine vinse un concorso bandito dal Contemporary Music Centre con una sonata per violino e pianoforte, pubblicata da un editore londinese che mise il compositore in contatto col celebre direttore d'orchestra sir Thomas Beecham.

Una sera del giugno 1926 sir Beecham preparò uno scherzo al pubblico: si rappresentava al Shaftesbury Theatre The Faithful Shepherdess ("La pastora fedele"), dei due secentisti inglesi Beaumont e Fletcher, e Beecham vi diresse alcune "musiche di scena": cori, arie, interludi. L'autore delle musiche non era indicato nel programma; il pubblico applaudì con entusiasmo; e l'indomani i critici si domandarono chi fosse il misterioso compositore. Quella musica - come sir Beecham spiegò poi al pubblico e ai giornalisti stupefatti - era del giovane Confalonieri.

Negli anni successivi, tornato in Italia, Confalonieri non svolse più alcuna attività pubblica se non brevi tournées di concerti con celebri cantanti, tra cui Anton Gronen-Kubizki , Kirsten Flagstad, Carolina Segrera; si dedicò invece a studiare un numero straordinario di libri, di musiche, di documenti, guadagnando un bagaglio culturale immenso.

Il 9 settembre 1939 venne data al teatro Donizetti di Bergamo la sua giovanile Rosaspina, con esito felice. Nel 1940 iniziava invece la sua attività di critico musicale insigne, che con la massima semplicità di stile diceva cose nuove ed acute su vecchi problemi, illuminando angoli bui della storia musicale.

Nel 1944 nel prendere un treno già in movimento scivolò e finì con una gamba sotto le ruote, e dovette pertanto rinunciare alle attività pratiche, dedicandosi sempre più allo studio, alla musicologia, alla scrittura e alla critica musicale, alla revisione di musiche antiche, incominciata già nel 1929 con la trascrizione della Italiana in Londra di Cimarosa. Era accademico di S. Cecilia. Fondò e diresse il Concorso pianistico internazionale "E. Pozzoli" di Seregno, e il Concorso internazionale G. B. Viotti di Vercelli. Dal 1954 diresse anche la scuola di canto della Scala, e, nel 1957 e 1958, tenne delle lezioni sull'opera italiana al conservatorio di Cincinnati (Ohio).

Viveva nel quartiere di Brera, del quale era divenuto una figura tipica. Non sdegnava davvero la compagnia di gente umile; e dedicò un libro, scintillante di humor e di simpatia, ai milanesissimi "barboni".

Confalonieri morì a Milano il 29 giugno 1972.

(Tratto da: http://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-confalonieri_(Dizionario-Biografico)/)

Kurt Sonnenfeld

Nonostante la maggior parte delle composizioni di Kurt Sonnenfeld siano state scritte dopo il 1945, la sua figura rientra, per le vicende biografiche, a buon diritto nell'ambito della "Musica perseguitata": allievo a Vienna del celebre compositore Edmund Eysler, dovette interrompere gli studi, abbandonare i genitori che non rivedrà più, e fuggire in Italia non ancora diciottenne, dopo che per ben due volte era riuscito a sottrarsi all'arresto da parte delle SS. Raggiunta Milano nel luglio del 1939, sembra che abbia studiato con Guido Alberto Fano, che già era stato destituito dall'insegnamento al Conservatorio di Milano dopo la promulgazione delle leggi razziali. Come ebreo straniero fu arrestato dai fascisti e trasferito nel campo di Ferramonti nel febbraio del 1941, dopo tre settimane di detenzione nel carcere di San Vittore. Liberato dalla prigionia nel 1943, rientrò fortunosamente a Milano dove lavorò e visse fino alla sua morte, avvenuta nel 1997.  Dopo la guerra nel 1948 Sonnenfeld cercò di essere ammesso in Conservatorio, ma fu respinto, nonostante avesse presentato tutta la documentazione attestante la persecuzione e l'internamento, per aver superato il limite d'età. Nonostante questo, o forse proprio per nemesi storica, lo Spazio della Memoria Musicale della Biblioteca del Conservatorio di Milano è depositario del fondo Locatelli Sonnenfeld, donato dall'assistente musicale del Maestro, dott.ssa Armida Locatelli; il fondo comprende tutte le composizioni di Kurt Sonnenfeld  - in prevalenza manoscritti autografi - che sono stati catalogati e si trovano in SBN.

 

Riccardo Pick-Mangiagalli

Nacque il 10 luglio 1882 a Strakonitz (Strakonice, nell’attuale Repubblica Ceca) da padre boemo e madre italiana. Nel 1884 la famiglia si trasferì a Milano, dove il giovane Riccardo frequentò il Conservatorio dal 1896 al 1903; si diplomò in pianoforte con Vincenzo Appiani e in composizione con Vincenzo Ferroni. Nel 1906 si convertì dall’ebraismo al cattolicesimo. All’inizio della carriera formò un duo con il fratello violinista, Roberto (1888-1954), intraprendendo l’attività concertistica, ma dagli anni Dieci si dedicò in prevalenza alla composizione. Sposato con l’austriaca Elsa Kurzbauer, prima della grande guerra Pick-Mangiagalli soggiornò per lunghi periodi a Vienna, dove pubblicò alcune delle sue composizioni. Compì studi anche a Praga e Vienna, dove fu allievo di Richard Strauss. La sua carriera musicale iniziò con grande successo come concertista di pianoforte, ma ben presto si dedicò esclusivamente alla composizione.

Nel 1936 succedette ad Ildebrando Pizzetti quale direttore del Conservatorio Giuseppe Verdi, incarico che mantenne fino alla morte.

La sua produzione comprende opere liriche, balletti, musiche da camera, composizioni per pianoforte e orchestra e perfino musiche per il cinema. Il suo stile, assai personale, contemperava e coniugava diversi tratti del sinfonismo tedesco con elementi dell'impressionismo francese. L’elemento della danza fu preminente in Pick-Mangiagalli, il quale, muovendo inizialmente da pezzi da salotto, si sarebbe poi imposto come il più eseguito autore di musica per balletto in Italia tra le due guerre. 

È ora sepolto nel cimitero di Cerro Maggiore (MI) nella tomba di famiglia.

Tra i suoi lavori si ricordano una Sonata per violino e pianoforte, un Quartetto per archi, una Ballata sinfonica, una Humoresque per piano e orchestra, numerose composizioni per pianoforte (tra cui i Deux Lunaires op. 33) e alcune raccolte di liriche.

(Tratto da:

http://www.treccani.it/enciclopedia/riccardo-pick-mangiagalli_(Dizionario-Biografico)/

https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Pick-Mangiagalli)

Giacomo Carnevali

Studia pianoforte con Marcello Parolini e successivamente con Maria Grazia Bellocchio al Conservatorio “G. Donizetti” dove si diploma e frequenta tutt’ora il biennio accademico.
Ha frequentato diverse masterclass pianistiche. Ha studiato Liederistica con M. Lindsey e J. Drake e attual- mente frequenta il Master di II livello in Musica vocale da camera presso il Conservatorio di musica “G. Verdi” di Milano.

Nell’a.a. 2016/2017 è stato ammesso al Call for Young Performers organizzato da Divertimento Ensemble, dedicato al repertorio pianistico di G. Kurtág. Vincitore di borse di studio e premi in concorsi nazionali e internazionali si è esibito, sia come solista che in formazioni cameristiche, in diverse città italiane: Milano, Bergamo, Mantova, Cinisello Balsamo, Cavenago di Brianza, Brugherio, Baveno e in molte località dell’ap- pennino modenese. È vicepresidente e docente di pianoforte dell’associazione Giardino della Musica.

JuYoung Hong

Il soprano coreano JuYoung Hong è una delle migliori soprano emergenti in Asia. È diplomata all’università nazionale coreana delle Arti e al Conservatorio di Musica di Brescia. Fra i principali Concorsi internazionali dei quali è risultata vincitrice ci sono: Francesco Viñas (Spagna), Giuseppe Verdi (Italia), Gian Battista Viotti (Italia) e Renata Tebaldi (Repubblica di San Marino).

A seguito di questi brillanti risultati Hong ha interpretato importanti ruoli. Fra i più rilevanti, Mimì nella Bohème con Myung Whun Chung con l’opera nazionale coreana e al Teatro Carlo Felice di Genova, Tatiana in Eugene Onegin con l’orchestra Filarmonica di Seoul, Fiordiligi (Cosí fan tutte), la Contessa (Nozze di Figaro), Donna Anna (Don Giovanni), Violetta (Traviata), Lëila (Les pêcheurs des perles), il Requiem di Verdi e il Requiem di Mozart.

Tae-yang Jeong

Tae-yang Jeong è nato in Corea del Sud, nel 1989 si è laureato in pianoforte presso l’Università Cattolica della Corea. Nel novembre 2018 ha concluso il corso di perfezionamento biennale per maestri collaboratori dell’Accademia del Teatro alla Scala e prosegue la sua formazione musicale con Umberto Finazzi, presso il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano.

Ha partecipato come maestro di sala e pianista al Teatro alla Scala, al Teatro Fraschini di Pavia, al Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, all’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, all’Ensemble G. Ber- nasconi con Theodor Guschulbauer, Paolo Carigniani, Vasily Petrenko, Marco Guidarini, Michele Gamba, Pietro Mianiti e Tito Ceccherini.

Ha suonato presso l’European Opera Centre, Aprile Millo Academy, Amadeus Factory, Hidalgo Festival e per diverse masterclasses dei maestri Sir Richard Bonynge, Aprile Millo, Gianni Maffeo, Maria Bianca Casoni, Luciana D’intino, Monica Bacelli etc.
È stato invitato a partecipare all’Oxford Lieder Festival, Academie musicale de Villecroze e Riccardo Muti Italian Opera Academy, dove ha studiato con Riccardo Muti, Ralf Gothoni, John Mark Ainsley, Wolfgang Holzmair, Helmut Deutsch, Roger Vignoles e Andrew West.

 

Diego Petrella

Studente di violino al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano, incoraggiato dall’incontro con Michele Fedrigotti nel 2012, l’anno successivo intraprende un percorso prettamente pianistico sotto la guida di Cristina Frosini allo stesso Conservatorio. Vincitore di diverse borse di studio e premi nazionali e internazionali, nel 2016 è invitato a suonare alla Maison Natale Debussy a Parigi. La sua attività concertistica lo vede protagonista in importanti sedi nazionali tra le quali l’Accademia Filarmonica Romana, la Società Umanitaria a Milano e a Napoli, la Sala Verdi di Milano e numerose altre.

Giulia Taccagni

Intrapresi sin da piccola gli studi musicali, nel 2018 si diploma con il massimo dei voti e la lode al Biennio di Canto Lirico presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Vitalba Mosca. Presso la Sala Verdi del Conservatorio è Rosa Shock in Alfred, Alfred di F. Donatoni nel 2016, Fortunata in Satyricon di B. Maderna nel 2017 e la Badessa in Suor Angelica di G. Puccini; nel giugno 2018 debutta il ruolo di Zita in Gianni Schicchi di G. Puccini a Rosate per la stagione di Voceallopera. Nel 2017 incide Sicut umbra e Le parole di San Paolo di L. Dallapiccola con l’ensemble del Conservatorio milanese, sotto la direzione di Marco Pace. Attiva concertista in duo con i pianisti Giacomo Carnevali e Isidoro Taccagni, è anche membro stabile o collaboratore di formazioni prestigiose quali il Coro Città di Desio, l’Ensemble Vocale Mousiké di Muggiò e il Coro Giovanile Italiano. Ha eseguito come contralto e mezzosoprano ruoli solistici di rilievo di Camilla De’ Rossi, Durante, Pergolesi, Vivaldi, Händel, Bach, Mozart, Duruflé, Saint-Saëns, Britten, McCollough.

Martino Ruggero Dondi, voce recitante
Nato nel 1996, Martino Ruggero Dondi intraprende lo studio del pianoforte all’età di sette anni e si diploma con il massimo dei voti, non ancora ventenne, al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano nella
classe di Silvia Rumi. Attualmente prosegue la sua formazione musicale e umanistica studiando direzione d’orchestra e composizione presso il medesimo Conservatorio e storia presso l’Università degli Studi di Milano. Appassionato di melodramma, si sta concentrando nello studio del canto, del repertorio operistico e nell’accompagnamento di cantanti, potendo affidarsi a un esperto del settore quale è il critico musicale Franco Lorenzo Arruga, che lo ha coinvolto in varie iniziative in qualità di cantante-attore (Teatro Alighieri di Ravenna) e pianista accompagnatore (Palazzo Reale di Milano). È socio fondatore dell’associazione culturale Operitage. 

Viviana Nebuloni, voce recitante
Viviana Nebuloni (classe ‘97) è un soprano e attrice milanese. Studia canto lirico al triennio accademico
al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano e si perfeziona con il Maestro Lorenzo Arruga per ciò che concerne le intenzioni musicali e sceniche.
Ha debuttato nel ruolo di Musetta in La Bohème di G. Puccini al circolo filologico milanese nel 2017.
Ha interpretato Suor Dolcina in Suor Angelica di G. Puccini in Sala Verdi al Conservatorio G. Verdi di Milano. Ha vinto il premio del pubblico nel concorso lirico Magda Olivero nel 2017 come “promessa della lirica”. 

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