OMAGGIO A MARINO ZUCCHERI

Marino Zuccheri and friends

21 giugno 2016 - 14 gennaio 2017

 

 

​Martedì 15 novembre 2016 - ore 17:30

Museo del Novecento - Sala Arte Povera

 

Saranno eseguite in prima assoluta due opere commissionate da NoMus dedicate a Marino Zuccheri: Seconda Parete, per 2 fisarmoniche digitali e nastro magnetico di Gabriele Marangoni con Sergio Scappini e Oltre le pareti di Sandra Conte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gabriele Marangoni Seconda Parete, per 2 fisarmoniche digitali e nastro magnetico, 2016, doppio contrappunto elettronico in 5 variazioni intorno a Parete 1967 di Marino Zuccheri per 2 fisarmoniche digitali e soundtrack , commissione Associazione NoMus - Milano prima assoluta : Museo del 900 - Milano dedicata a Maddalena Novati
in collaborazione con BUGARI EVO
fisarmoniche digitali : Sergio Scappini | Gabriele Marangoni

 

Storia di Parete 1967

Nel 1967 fu chiesto a Emilio Vedova di realizzare un’opera per il Padiglione italiano dell’esposizione di Montreal. L’opera realizzata da Vedova - “Spazio/ Plurimo/Luce” - aveva come tema la Resistenza, e consisteva in un complesso sistema di proiezioni regolato elettronicamente.

Data la poca tolleranza al calore da parte delle diapositive, che dovevano essere sollecitate per sei mesi con una continuità di 10 ore al giorno, l’artista veneziano utilizzò delle lastrine di vetro realizzate facendo uso di tecniche di lavorazione eterogenee ed esclusive. Si trattò di un lavoro imponente, e Vedova chiese a Luigi Nono se poteva realizzare la parte sonora dell’installazione. Il musicista rinunciò all’incarico e consigliò a Vedova di rivolgersi a Marino Zuccheri, che a quel tempo era impiegato come tecnico allo Studio di Fonologia della RAI di Milano. Zuccheri, che non era un compositore, accettò, ma chiese a Nono di poter utilizzare dei suoi materiali di scarto giacenti presso lo Studio. Quindi riorganizzò il materiale, utilizzando anelli di nastro mandati in loop e intersecantesi fra se, giungendo in fine alla realizzazione di Parete 1967.

SECONDA PARETE è un omaggio a Marino Zuccheri ed all’elettronica. Sono passati 61 anni da quando nel 1955 nasceva a Milano lo Studio di Fonologia, luogo nel quale sono nati grandi capolavori della musica elettronica e luogo dal quale è iniziato uno sviluppo tecnologico applicato al suono che ancora oggi continua a crescere e ad influenzare l’estetica musicale. SECONDA PARETE si basa su di una duplice idea compositiva: 1) il desiderio di omaggiare la composizione Parete 1967 di Marino Zuccheri costruendole intorno un doppio contrappunto elettronico che penetra, amplifica e si abbandona alla composizione originale (utilizzata come soundtrack). 2) sperimentare una nuova e particolare strumentazione, ossia 2 fisarmoniche digitali, nello specifico 2 strumenti Bugari EVO HARIA, strumento di ultima generazione elettronica che proprio quest’anno viene presentato e che è figlio diretto dell’evoluzione tecnologica avviata dallo studio di fonologia.

Per la realizzazione di SECONDA PARETE la composizione originale di Zuccheri viene suddivisa idealmente in 5 sezioni, in ogni sezione i due strumentisti sono chiamati ad interagire con modalità differenti con la soundtrack e tra loro, realizzando in maniera continua l’ideale contrappunto elettronico. La partitura di SECONDA PARETE utilizza una timeline temporale in secondi e minuti (legata alla versione originale) affiancata ad una notazione grafica e solo in parte tradizionale. Il focus on compositivo è centrato sull’utilizzo elettronico dello strumento più che sulla prassi tradizionale esecutiva. Lo strumento viene trasfigurato e visto come macchina elettronica con le potenzialità dello strumento musicale. Dare anima all’informatica e non utilizzare l’informatica per dare colore allo strumento tradizionale in un continuo modulare di variazioni. La variazione è un aspetto vitale sia di SECONDA PARETE sia della composizione di Zuccheri, in quanto questo elemento è precocemente presente in Parete 1967 (oggi impropriamente denominato remix) relativamente al contesto della musica elettronica, e a quello dei processi meccanici di registrazione in generale. 

 

Il loop, la variazione, la risultante

L’idea di frammento, di ripetizione e di continua variazione è molto presente ed importante all’interno di SECONDA PARETE, come a voler costruire un’immaginario ponte tra Nono, Zuccheri e noi, ora. Un ponte non solo umano ed artistico ma di progresso, materiali di scarto nel 1967 vengono ripresi e variati e rivestiti da Zuccheri di nuova luce con le attrezzature elettroniche di cui disponeva in quell’anno, oggi nel 2016 gli stessi materiali vengono ripresi e fatti interagire con materiali sorgenti da apparecchiature moderne e contemporanee. Nel 1967 un uomo tramite una macchine produsse il suo suono, nel 2016 due macchine attraverso due uomini produrranno il loro suono in immaginari contrappunti . Una spirale verso il futuro, oggi, come ieri.

BUGARI EVO HARIA - Fisarmonica digitale: Come detto SECONDA PARETE è una composizione pensata e realizzata per lo strumento Bugari Evo Haria, strumento che applica all’articolazione dello strumento acustico la potenzialità dell’elettronica. Lo strumento permette, attraverso una serie di potenti MFX Multieffects, la manipolazione in tempo reale del suono prodotto. In SECONDA PARETE lo strumento verrà utilizzato in maniera radicale al massimo del suo potenziale, tramite una ricerca sonora e timbrica che muterà del tutto la sorgente sonora originaria per dar vita ad un suono elettronico contemporaneo con il grande valore aggiunto di essere generato e modulato attraverso la sicità di uno strumento acustico.

Oltre che dallo stesso autore SECONDA PARETE sarà eseguita da Sergio Scappini, massimo espo- nente dello strumento a livello mondiale, fautore del progetto Bugari Evo. Scappini è da anni prota- gonista della rivoluzione tecnologica della fisarmonica. Una rivoluzione concettuale che supera le distinzioni di genere e di prassi.

 

SERGIO SCAPPINI

Titolare della prima cattedra di fisarmonica in Italia, presso il conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro, attualmente è ordinario presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Ha studiato fisarmonica, pianoforte e composizione con E. Spantaconi, A. Porrini e B. Bettinelli. Ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali tra cui il XXIV Trophée Mondial della C.M.A. (Confédération Mondial de l’Accordeon). Ha svolto un’intensa attività come solista, camerista e con orchestra presso importanti stagioni concertistiche in Italia e all’estero.

Ha eseguito in “prima assoluta” opere per fisarmonica sola e per fisarmonica e orchestra di

R. Grisoni, L. Belmonti, W. Zubitzky, L. Francesconi, A. Corghi, M. Panni, L. Tessadrelli, M. Moretti. Ha registrato per RAI 1, per Radio 3, per la Radio della Svizzera Italiana, per la prima rete della televisione della Suisse Romande, per la TV portoghese.

Come solista ha inciso due LP e due CD per la “Smef56”. Ha collaborato con prestigiose formazioni e ha tenuto master class in Italia, Cina, Nord Corea, Spagna, Cecoslovacchia, Svizzera. Con “Conjunto para el tango” ha inciso in CD tutta la produzione BORGES-PIAZZOLLA. Con l’ensemble elvetico di Ivano Torre ha collaborato alla realizzazione di Urtopia per la “Altri Suoni”, CD vincitore della “Selection Swiss Radio International” e di “Urt in pubblico”. Con il “Sinequanonakkordionensemble” ha inciso l’opera omnia di Luciano Fancelli con la collaborazione di RSI2 e dell’AIF (Associazione Internazionale Fisarmonicisti). E’ vincitore del concorso per fisarmonicista di palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano. Attivo nel campo della didattica, ha realizzato testi specifici per la formazione sarmonicistica per le più importanti case editrici italiane. Ha collaborato con la “Roland Europe” alla creazione della V-accordion, la prima fisarmonica virtuale al mondo, della quale è stato testimonial in Italia, Germania, Australia, Spagna, Giappone, Cina, Corea del Sud. Attualmente è ideatore e responsabile del progetto Bugari Evo, in un’ottica di diffusione globale ed incondizionata della fisarmonica.

 

GABRIELE MARANGONI

Il suo lavoro spazia dalla musica per ensemble a quella orchestrale, dalle formazioni sperimentali all’elettronica e alla musica per teatro. La sua ricerca parte da una visione assoluta del suono. Attualmente la sua ricerca è focalizzata sul concetto di Caos “Il mio pensiero è sonoro e con il suono posso creare caos, contribuire al caos. Il suono per me è un elemento puro, che permette di giungere ad una comunicazione di livello sensoriale, dove una volta negata la comprensione, asettica e super ciale, l’ascoltatore può esplorare i propri paradigmi d’interpretazione. Concedersi al caos, concedersi al suono, significa anche scoprire la propria fragilità, prendere contatto con la propria intimità. L’atto sonoro, il momento dell’esecuzione, deve essere per chi ne prende parte (interpreti o pubblico) un rituale, dove confluiscono tutte le loro energie, bisogna spingersi ai limiti ed utilizzare il massimo del proprio potenziale.” Ottiene con il massimo dei voti il Master of Advanced Studies in Contemporary Music Performance and Interpretation presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano,

in precedenza si diploma, sempre col massimo dei voti, in Fisarmonica sotto la guida del M. Sergio Scappini presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, studia Composizione Sperimentale con il

M. Dario Maggi presso il Conservatorio di Musica di Milano. Si laurea presso l’Università degli Studi di Torino in Scienze e Tecnologie delle Arti con il professor Ernesto Napolitano. Nel 2016 ottiene, sempre con il massimo dei voti, il Master in Fisamonica digitale presso il Conservatorio G.Verdi di Milano. Ha frequentato li corsi di composizione musicale con l’ausilio di tecnologie elettroniche al centro di ricerca musicale AGON di Milano. Le sue opere si sviluppano dalla musica sperimentale per il teatro e dalla musica contemporanea per ensemble, solisti e orchestre, a progetti di alta tecnologia, spettacoli, musica elettronica ed elaborazioni sonore dal vivo. La sua arte si espande anche verso installazioni, video e performance, anche in collaborazione con alcuni dei più grandi artisti, interpreti e direttori d’orchestra in Italia e all’estero.

E’ docente di fisarmonica presso il Conservatorio G.P. da Palestrina di Cagliari.

 

Gabriele Marangoni - composer, accordion player, contemporary music http://pushkunst.wix.com/gabrielemarangoni
kunstzero@gmail.com
pushkunst@gmail.com

 

SANDRA CONTE

Sandra Conte, nata a Brindisi, ha iniziato lo studio del pianoforte privatamente a sei anni in Algeria e si è diplomata a pieni voti presso il conservatorio “Tartini” di Trieste nel 1990 sotto la guida di Luciano Gante.
Tra il 1990 e il 1995 ha studiato con Ilonka Deckers che le ha trasmesso la tecnica e gli insegnamenti della scuola pianistica russa.

Dopo la laurea in ingegneria civile ha preso parte a numerosi corsi e masterclass con maestri quali Vitaly Margulis, Franco Scala, Charles Rosen, Simone Pedroni, Piero Rattalino, Lev Naumov, che l’ha definita “una vera musicista”. Si è in seguito perfezionata con Leonardo Leonardi ed Edda Ponti conseguendo nel 2007 il diploma di secondo livello in pianoforte a indirizzo concertistico presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano. Ha approfondito la formazione musicale seguendo corsi di tastiere antiche con Ruggero Laganà, di improvvisazione con Danilo Macchioni.

Ha preso parte a numerosi concorsi nazionali e internazionali, ottenendo segnalazioni e riconoscimenti, tra cui un secondo premio al concorso internazionale “Ginette Gaubert” di Parigi. Ha suonato per rassegne ed enti prestigiosi, nel giugno 2008 ha suonato il primo Concerto di Beethoven all’Auditorium di Milano sotto la direzione di Matthieu Mantanus. Nel 2008 e 2009 ha collaborato ripetutamente come solista con l’Orchestra Arteviva diretta da Matteo Baxiu. Dal 2009 ha iniziato una collaborazione col violoncellista Luca Colardo con cui ha vinto, nell’aprile 2010, il Premio Rancati, indetto dal Conservatorio di Milano per i gruppi da camera e nel giugno 2011 il Premio nazionale delle arti, risultando il miglior gruppo da camera di tutti i Conservatori d’Italia. In aprile sulla rivista Amadeus è uscita una sua intervista ed una sua registrazione download del duo.

Ha studiato composizione con Fabio Vacchi, Sonia Bo e Gianni Possio presso il Conservatorio di Milano, diplomandosi nell’ottobre 2011 col massimo dei voti e la lode.
Ha composto le musiche di scena per il dramma “I sici” di Durrenmatt, rappresentato al Teatro Comunale di Novate nel luglio 2004, e per due atti unici dei fratelli Marx rappresentati in dicembre 2004 a Novate e al teatro San Lorenzo a Milano. Nell’aprile 2005 la sua opera lirica “La Strega Bombolona” è stata rappresentata al teatro Ariosto di Reggio Emilia, a cura dell’Istituto musicale Peri.

E’ stata vincitrice nel 2006 del primo premio al concorso internazionale “Gavi Musica e Cinema” intitolato a F. Lavagnino.
Ha partecipato, inoltre, ad un progetto in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana, scrivendo parte della colonna sonora per il film, restaurato nella versione italiana, “La terribile armata”, che è stata eseguita dall’Orchestra Verdi il 5 aprile 2007 allo Spazio Oberdan di Milano. Nel 2008 l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali le ha commissionato un pezzo, poi eseguito al Teatro Dal Verme di Milano. Sempre nel 2008 al Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto è stata rappresentata la sua favola musicale “La Teiera ballerina” per quintetto e voce narrante, secondo premio al concorso “Favolosi intrecci di seta”.

Nel 2009 ha partecipato alla realizzazione delle musiche di scena per il monologo “C’era Dio a Treblinka?” di Andrea dalla Zanna, rappresentato in Sala Verdi del Conservatorio di Milano in occasione del giorno della memoria.
Nell’ottobre 2012 le è stata dedicata una puntata della trasmissione “Ultimo grido” su Radio Classica. Nel 2012 ha vinto il Premio Fedora per un’Opera da Camera con “La Gatta Bianca” per soprano e 15 strumenti che è stata messa in scena al Teatro Coccia di Novara in collaborazione con “Festival Mito” con solista Linda Campanella, MDI Ensemble.

Nel 2013 ha collaborato col Piccolo Teatro di Milano come pianista improvvisatrice per lo spettacolo Humaterra.
Si dedica anche alla composizione per la didattica: nel 2013 ha vinto il concorso di composizione Ar.co.Va per cori di voci bianche con il brano “Lo rat e lo tset” e nel 2014 ha vinto il concorso Alma Rosè con il brano “I bambini di Terezin” per coro di voci bianche e piccola orchestra.

 

Sandra Conte, Oltre le pareti per pianoforte, voce recitante e nastro magnetico

 

Oltre Le Pareti è un racconto musicale nato dall’impressione emotiva suscitata dall’ascolto di Parete 1967 di Marino Zuccheri. Le pareti sono quelle che ci isolano in un piccolo mondo di apparente benessere: ci sentiamo minacciati dagli echi di ciò che accade “fuori”, non vorremmo ascoltare e vedere, ci convinciamo di non poter cambiare le cose e viviamo sospesi in un presente svuotato di ogni ideale, di ogni desiderio che non sia consumistico ed e mero. Ma possiamo scegliere di avvicinarci alle finestre e guardare fuori: oltre le pareti ci sono scenari di guerra e sfruttamento, ingiustizie e distruzione. Possiamo decidere se continuare a rimanere arroccati nella nostra stanza, oppure uscire e cercare di cambiare le cose! Ispirandosi al “Mito della caverna” di Platone e alla sua reinterpretazione contemporanea del premio Nobel Saramago, OLTRE LE PARETI vuole riallacciare il filo fra musica e realtà, fra cultura e responsabilità. Un legame che dagli anni ‘70 si è via via affievolito portando l’arte ad essere, nella maggioranza dei casi, un esercizio cerebrale fine a se stesso.

E-mail: sandra_conte@libero.it 

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