Fondo Flavio Testi

Flavio Testi, nato a Firenze nel 1923, si è però formato a Torino, per poi stabilirsi definitivamente a Milano negli anni della ricostruzione.

Ha esordito nel 1954 al Teatro alla Scala con la sua prima composizione vera e propria, Crocifissione, per coro maschile, archi, ottoni e tre pianoforti, diretta da Carlo Maria Giulini. Il successo ottenuto lo ha improvvisamente collocato fra i compositori più vivi del dopoguerra, per il quale si sono impegnati alcuni fra i principali interpreti sulla scena della musica italiana. Tra gli altri: Cesare Ferraresi, Rocco Filippini, Bruno Canino, Roberto Fabbriciani, Giuseppe Garbarino, Bruno Giuranna e, tra i direttori, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Aldo Ceccato, Daniele Gatti, Roberto Abbado.

Sebbene lontano dal formalismo astratto delle neoavanguardie, il suo resta un linguaggio aggiornato e moderno, teso a un segno definito, a figurazioni ritmiche incisive, all’espressione forte. Nella sua produzione sinfonica, cameristica e vocale, in gran parte della quale si riflette una grossa tensione etica e civile, l’impronta eminentemente drammatica non esclude però momenti poetici di più intima riflessione.

Alla produzione sopra citata si affianca, parallela, l’attività operistica, espressione di un innato temperamento teatrale. Tutte ispirate a modelli letterari di altissimo profilo (Eschilo, de Rojas, Gorkij, Dostoevskij, Shakespeare, Kleist, Gide, Garcia Lorca), le sette opere di Testi per il teatro rispecchiano una concezione molto personale della vocalità, in cui la parola è messa in rilievo ma mai trasfigurata, e sempre nell’indipendenza sia dalle strade battute del postwebernismo, sia dagli ultimi epigoni pucciniani.

Flavio Testi è stato anche uno stimato insegnante di Storia della Musica presso i conservatori di Padova, Firenze, Milano e si è distinto per i suoi contributi in ambito musicologico e saggistico. A lui si devono una Storia della musica italiana nel Medio Evo e nel Rinascimento (Bramante, 1969), una Storia della musica italiana nel Seicento (Bramante, 1970), entrambe imponenti e assai documentate, e il fortunato libro La Parigi musicale del primo Novecento. Cronache e documenti (EDT, 2003), che ci restituisce suoni e voci della Ville Lumière in uno dei momenti più esaltanti della sua storia.

Nel 2010 Testi ha ricevuto dal Consiglio Regionale della Toscana il Gonfalone d’argento. È stato il suo ultimo ritorno nella città natale, dove dal settembre 1976 al novembre 1977 – una stagione breve ma intensa – aveva occupato la poltrona di Direttore Artistico del Teatro Comunale, al fianco di Massimo Bogianckino, Sovrintendente, e di Riccardo Muti nel ruolo di bacchetta principale.

Flavio Testi è morto nel gennaio del 2014. Nel maggio successivo Daniele Gatti, un tempo suo allievo al Conservatorio di Milano, ha diretto al Théâtre du Châtelet di Parigi le Sacrae Symphoniae (1987) per soli, coro e orchestra, in omaggio al Maestro scomparso.

© NoMus 2019